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Ucraina-Russia, il retroscena: Prigozhin, Kadyrov e le pressioni su Gerasimov

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Washington, 8 mag. (Adnkronos) – Dissidi nel comando russo e il fatto che il comandante delle forze della Federazione Russa in Ucraina, Valery Gerasimov, sia costretto a negoziare con comandanti subordinati, nonché la capacità di questi comandanti di esercitare pressioni su di lui, influiscono in modo significativo sulla capacità dell’esercito russo di condurre operazioni coordinate, in particolare quelle difensive. Lo scrive l’American Institute for the Study of War (ISW) nel suo aggiornamento quotidiano sulla guerra in Ucraina.

Gli analisti del think tank americano rilevano che il fondatore del gruppo Wagner Yevgeny Prigozhin e il leader ceceno Ramzan Kadyrov potrebbero aver fatto pressioni su Gerasimov per riprendere la distribuzione di munizioni di artiglieria alle forze wagneriane a Bakhmut, nonostante Gerasimov non la considerasse una priorità.

“La posizione di comandante in capo dovrebbe in linea di principio consentire a Gerasimov di comandare qualsiasi unità russa o comandante delle forze di terra in Ucraina, anche quelli responsabili di formazioni irregolari come Wagner e Akhmat – sottolinea l’Isw – Sembra, tuttavia, che Prigozhin e Kadyrov possano per lo più prendere decisioni indipendenti, un fenomeno che sembra diventare più pronunciato quanto più a lungo queste forze controllano effettivamente alcune sezioni della linea del fronte”.

INTELLIGENCE GB – La Russia sta reclutando i lavoratori presenti nel Paese e provenienti dall’Asia centrale perché prestino servizio come militari in Ucraina. Lo scrive su Twitter l’intelligence britannica, precisando che “i reclutatori hanno visitato le moschee e gli uffici dell’immigrazione per arruolare personale”.

“Radio Free Europe ha riferito che i reclutatori offrono bonus di iscrizione di 2.390 dollari e stipendi fino a 4.160 al mese – prosegue il ministero della Difesa di Londra – Ai migranti è stato anche offerto un percorso rapido per la cittadinanza russa da sei mesi a un anno, invece di cinque anni”.

“L’elevato stipendio mensile e i bonus di iscrizione attireranno alcuni lavoratori migranti a iscriversi – spiega il rapporto di intelligence – Queste reclute vengono probabilmente inviate in prima linea in Ucraina, dove il tasso di vittime è estremamente alto. Il reclutamento di migranti fa parte dei tentativi del ministero della Difesa russo di raggiungere il suo obiettivo di 400.000 volontari per combattere in Ucraina. Le autorità stanno quasi certamente cercando di ritardare il più a lungo possibile qualsiasi nuova mobilitazione obbligatoria per ridurre al minimo il dissenso interno”.