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Reggio Calabria: laboratorio cocaina scoperto ad Ardore, 2 arresti, sequestrati 34 kg droga

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Catanzaro , 3 mag. – (Adnkronos) – La Polizia di Stato di Reggio Calabria ha arrestato in flagranza di reato 2 persone, un italiano di 60 anni e un cittadino di nazionalità colombiana di 41 anni, accusati di detenzione e produzione illecita di sostanza stupefacente, aggravati dall’ingente quantità. Nello specifico, personale della Squadra Mobile ha scoperto che presso l’abitazione dell’italiano, nelle campagne di Ardore (Reggio Calabria), era stato predisposto un laboratorio atto alla produzione, taglio e confezionamento di cocaina. I successivi approfondimenti hanno portato a raccogliere diversi elementi a conferma della notizia e, pertanto, il 27 aprile scorso, una volta notato l’italiano scendere dalla propria autovettura mentre trasportava delle pesanti buste della spesa, precedentemente prelevate dalla sua autovettura, gli investigatori della Mobile hanno fatto irruzione all’interno della casa trovando i due intenti a tagliare e confezionare in pani un ingente quantitativo di cocaina evidentemente destinato ad essere immesso da lì a poco sul mercato. Per come emerso dalla successiva perquisizione, la casa era stata trasformata in un vero e proprio laboratorio destinato al taglio della cocaina attraverso un complicato processo di miscelazione tra la sostanza stupefacente con un altissimo grado di purezza e sostanza da taglio, per poi realizzare panetti del peso di un kilogrammo ciascuno.

Per realizzare tale processo all’interno dello stabile era stata installata una pressa idraulica, erano presenti frullatori, un forno a microonde, bilance e tutta un’altra serie di attrezzi funzionali a realizzare le predette operazioni. Al termine dell’operazione sono stati complessivamente sequestrati circa 34 kg di cocaina, oltre 11 kg di sostanza da taglio e un grosso quantitativo di acetone. Sulla scorta degli elementi probatori i due soggetti sono stati tratti in arresto per il reato di detenzione e produzione illecita di sostanza stupefacente – aggravati dall’ingente quantità. L’intera operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Locri. Dopo l’arresto, ai due, su richiesta del Pubblico Ministero titolare delle indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Locri ha applicato la misura cautelare della custodia cautelare in carcere, ritenendo sussistenti gravi indizi di reato.