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Pnrr: Orlando, ‘in difesa piano costruire blocco per cambiamento e transizioni’

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Roma, 20 apr. (Adnkronos) – “Condivido la proposta della segretaria di fare del Pnrr una questione cruciale. Per questo, credo, dobbiamo chiedere che gli obiettivi del Pnrr non siano traditi e provare a costruire un blocco per il cambiamento favorevole alle transizioni ecologica e digitale, alle imprese che scommettono sull’innovazione, agli operatori sociali, ai giovani, al mondo del lavoro e alle donne”. Lo ha detto il deputato Pd ed ex Ministro del Lavoro Andrea Orlando intervenendo alla direzione nazionale del Pd.

“Dobbiamo quindi riprendere una forte iniziativa che lega insieme il modello di sviluppo e l’andamento dei salari nel nostro paese per parlare di Pnrr, difenderlo e chiamare una serie di soggetti economici, non necessariamente del nostro campo, a discuterne”.

“La battaglia per la difesa dei salari, con la nostra proposta sul salario minimo, e quella per la difesa della capacità produttiva del Paese – ha aggiunto Orlando – sono fondamentali per aggredire i nodi di un modello sviluppo che determina ancora quei bassi salari, il problema di imprese che competono solo sulla contrazione del costo del lavoro”.

“Il Pnrr -prosegue Orlando- chiedeva di affrontare questo tema e i nodi principali dei ritardi, in particolare il peso eccessivo della rendita finanziaria rispetto ad altre questioni, e la stessa Europa ci chiedeva altre politiche industriali che avrebbero dovute essere declinate indicando alcune transizioni da affrontare. Altrimenti il rischio è quello di avere un pezzo di imprese che rischia di rimanere indietro”.

“Stanno smontando il Pnrr ma non farei l’errore di dire che lo fanno perché sono incapaci – ha sottolineato l’esponente del Pd – ma perché il loro blocco di riferimento è ostile a qualsiasi forma di innovazione nel Paese. Non ci illudiamo che quei cambiamenti che vogliono mettere in campo siano a saldo negativo perché quella rimodulazione cerca di rispondere ad un blocco sociale con una forte connotazione corporativa. Il Pnrr cercava di parlare a tutti, loro vogliono che cambi per assecondare gli interessi legati al fossile, al blocco dell’evasione, alla sanità privata, alla rendita finanziaria e fondiaria”.

“Tutte le contraddizioni del mondo del lavoro riguardano le donne – ha spiegato poi Orlando – e non a caso abbiamo voluto e introdotto la clausola del 30% di assunzioni di giovani e donne nel Pnrr su cui dovremmo chiedere alla Meloni di vigilare, invece di porre la questione in contrapposizione ai migranti. Il Pnrr è una battaglia su cui chiamare in causa tutte le forze politiche di opposizione, a vario titolo protagoniste del lavoro fatto in Europa in questi anni, su cui costruire un campo di alleanze largo”.