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Caso Orlandi, Vaticano: “Nessuna pressione su legale famiglia”

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Città del Vaticano, 15 apr. – (Adnkronos) – Sull’incontro lampo, avvenuto stamani con il legale della famiglia Orlandi, Laura Sgrò, interviene per fare chiarezza anche il prefetto del dicastero dei media vaticani. “Questo pomeriggio – dice Paolo Ruffini – abbiamo ricevuto una comunicazione da parte dell’avvocato Laura Sgrò in merito a quanto riportato in questo articolo. Nella comunicazione (inviata al Prefetto del Dicastero per la Comunicazione, al Direttore della Sala Stampa della Santa Sede e al Direttore Editoriale dei media vaticani) si contesta la veridicità del titolo: ‘Accuse a Wojtyla. Pietro Orlandi e l’avvocato Sgrò si rifiutano di fare i nomi”. “Tale affermazione – scrive l’avvocato Sgrò – non corrisponde al vero. Intendo a riguardo che sia fatta piena luce”. “Avendo consultato l’Ufficio del Promotore di Giustizia – dichiara il prefetto del Dicastero per la Comunicazione Paolo Ruffini – posso confermare che quanto riferito da Vatican News in merito alle dichiarazioni fatte su Papa Giovanni Paolo II, in televisione, e alla testimonianza resa dinanzi al Promotore di Giustizia vaticano, risponde esattamente al vero. Né Pietro Orlandi né l’avvocato Laura Sgrò hanno ritenuto di fornire al Promotore nomi o elementi utili riguardo alle fonti di tali affermazioni e alla loro credibilità. Per la magistratura vaticana sarebbe stato essenziale conoscere la fonte delle voci riportate da Orlandi. Purtroppo ciò non è avvenuto. Nella sua comunicazione l’avvocato Sgrò sostiene anche che quanto da noi scritto sia una pressione su di lei tesa a indurla a violare la deontologia professionale e in particolare il segreto professionale. Anche questa affermazione non è veritiera”. “Vatican News – spiega Ruffini – si è limitato a riportare i fatti in maniera obiettiva e trasparente. La richiesta di incontrare il Promotore di Giustizia è stata fatta dall’avvocato Sgrò l’11 gennaio 2023. Ed è stata reiterata a più riprese a mezzo stampa nei mesi successivi l’intenzione di consegnare ‘personalmente’ documenti al Promotore di Giustizia. Come già detto, il Promotore di Giustizia non ha ricevuto alcun nome o elemento utile relativamente alle accuse rivolte a Papa Wojtyla, come correttamente affermato nel titolo e nel testo dell’articolo di Vatican News”.