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**Terzo Polo: dem assistono a rottura e non manca sarcasmo, ‘stavolta i pop corn…’**

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Roma, 13 apr. (Adnkronos) – Come da prassi, di quello che accade dentro gli altri partiti non si parla. Ma tra i parlamentari Pd i commenti ‘off the record’ sull’implosione del Terzo Polo si sprecano. E prima delle valutazioni e delle implicazioni politiche della rottura tra Carlo Calenda e Matteo Renzi, arrivano le battute da parte di chi, i due, li conosce bene. “Diciamo che stavolta ci siamo noi con i pop corn…”, la stilettata di un parlamentare dem di lungo corso. Ed Enrico Letta mette un ‘mi piace’ al tweet di Emma Bonino: “Dovrei dire che sono sorpresa? Proprio no. Lui è fatto così”. I due, Letta e Bonino, avevano vissuto una vicenda analoga ai tempi delle ultime elezioni politiche, quando il leader di Azione aveva prima sottoscritto e poi annullato l’intesa elettorale con Pd e +Europa.

Ironie anche sulle modalità del divorzio, tra scambi sui social e accuse al vetriolo. “Si rasenta il ridicolo”. Ma sarcasmo a parte, il naufragio del Terzo Polo porta i dem a due considerazioni. La prima è che “fuori dal Pd non ci sono approdi. Con buona pace di Marcucci”, si fa notare. Il riferimento è l’intervista di un paio di giorni fa all’ex-capogruppo al Senato che, lamentando una deriva a sinistra della segreteria Schlein, osservava: “Se fosse confermata un liberal democratico non può che guardare altrove. E non vedo alternative rispetto al Terzo Polo”. E oggi Marcucci è tornato sul tema ribadendo, al di là dell'”esito sconfortante” dei rapporti tra Iv e Azione, in “Italia di un’area liberale e riformista continua ad esserci un gran bisogno”.

La seconda, e qui entrano in campo i ‘riformisti’ dem, è che la rottura tra Calenda e Renzi imporrebbe, a maggior ragione, un Pd plurale. Come sottolineava oggi Lorenzo Guerini parlando di uno spazio e di elettori a cui il Pd deve e può parlare proprio valorizzando la sua pluralità.

I fatti del Terzo Polo e l’assenza per qualche giorno della segretaria Schlein, hanno messo in stand by intanto le questioni interne dem. Che però la prossima settimana dovrebbero entrare nel vivo con la convocazione della prima segreteria e quindi tra giovedì e venerdì – ma non c’è nulla di ufficiale al momento- la Direzione. Tra i due appuntamenti potrebbe esserci anche la convocazione dei gruppi per l’elezione degli uffici di presidenza, a meno di uno slittamento post Direzione.

A quanto riferiscono fonti parlamentari dem, il dossier delle nomine per gli uffici di presidenza dei gruppi con vicepresidenti, segretari d’aula e tesorieri non sarebbe ancora stato aperto. Conferme o tutto rinnovato nel segno della discontinuità? Ci sarebbe tra l’altro la questione dell’incarico a Piero De Luca, attuale vicecapogruppo alla Camera, che secondo alcuni potrebbe vedere difficile una riconferma a causa delle tensioni legate al presidente della regione Campania e al terzo mandato.

Questione che il Pd di Schlein intende affrontare a livello nazionale. Lo spiegava giorni fa Antonio Misiani, membro della segreteria e commissario in Campania: “Sul terzo mandato ci sarà una riflessione del Pd a livello nazionale. Sarà quella la sede in cui discutere e definire l’orientamento a partire dalle iniziative che promuove la segretaria Schlein. Il tema è nazionale e ci sarà una posizione del Pd nazionale”.