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Governo: Meloni vola ad Algeri e blinda Nordio, ora cronoprogramma giustizia, no passi indietro

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Algeri, 22 gen. (Adnkronos) – La nota viene diffusa mentre è in volo, diretta ad Algeri per la sua prima visita ufficiale nel Paese Nord africano. E pazienza se le tensioni sulla giustizia finiranno per oscurare l’appuntamento internazionale in agenda: quel che più conta ora è mettere a tacere dissapori e fibrillazioni che attraversano la maggioranza. Ogni giorno la sua pena. Se la settimana scorsa il premier Giorgia Meloni ha dovuto affrontare la battaglia sulle accise, con tutte le polemiche del caso, quello che si lascia alle spalle e’ un weekend all’insegna del dibattito sulla giustizia, con i venti che continuano a soffiare e non accennano a placarsi dopo l’intervento del Guardasigilli Carlo Nordio giovedì scorso a Montecitorio.

Intervento che ha scaldato gli animi delle opposizioni -eccezion fatta per il Terzo Polo che plaude entusiasta- ma che sembra aver diviso la maggioranza, con Fi che accelera, il vicepremier Matteo Salvini che pianta paletti invitando a evitare scontri con la magistratura e Fdi che delimita la portata della stretta: l’intento è mettere un freno al gossip, senza minare il lavoro delle toghe.

Un passo avanti e due indietro: c’è il rischio concreto che il valzer della maggioranza sembri andare fuori tempo. E così dopo la precisazione dello stesso ministro Nordio ieri -costretto a smentire le voci di dimissioni- è Meloni a scendere in campo, blindando il titolare di via Arenula che lei stessa, mette nero su bianco, ha voluto “fortemente” e al quale ribadisce “piena fiducia”.

In settimana il premier annuncia un incontro “per definire il cronoprogramma delle iniziative necessarie a migliorare lo stato della giustizia italiana”. Rispetto alla quale, mette in chiaro, il governo non intende fare passi indietro, determinato a portare avanti e ad attuare il programma” con l’obiettivo di “dare all’Italia una giustizia giusta, veloce e vicina a cittadini e imprese”.

Intanto Meloni ‘restringe’ la missione ad Algeri: ripartirà alla volta di Roma nel primo pomeriggio di domani per far fronte agli impegni che l’attendono in Italia. In agenda non figura al momento quello con il Guardasigilli, che sarà fissato presto, già nei prossimi giorni. Ora bisogna allentare la tensione sulla giustizia e concentrarsi sull’immediato: ad Algeri l’Italia porta avanti il delicato dossier sul gas che, proprio a partire dal contributo assicurato dagli algerini nell’ultimo anno, ha consentito al nostro paese di ridurre all’osso la dipendenza energetica da Mosca.

Cinque gli accordi che verranno siglati al Palazzo presidenziale, non solo sull’energia ma più in generale sullo sviluppo economico, muovendo i passi da una relazione bilaterale che si fa sempre più solida, piena, concreta. E che nella ‘due giorni’ del premier ad Algeri -presenti anche il numero 1 di Eni Claudio Descalzi e il presidente di Confindustria Carlo Bonomi- farà quadrato soprattutto sulla partita degli accordi economici: il dossier migranti è destinato a rimanere sotto traccia.