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Ucraina, oggi vertice a Ramstein per nuove armi a Kiev

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(Adnkronos) – Nuove armi per l’Ucraina, con i carri armati sotto i riflettori. A Ramstein, nella base statunitense in Germania, si riuniscono i ministri degli Esteri di una quarantina di paesi che sostengono Kiev nella guerra contro la Russia. “Ci aspettiamo decisioni importanti”, dice il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che attende una svolta e un nuovo salto di qualità nella fornitura di aiuti militari. Tutti guardano in particolare alla Germania, che non ha ancora rotto gli indugi sulla consegna dei tank Leopard all’Ucraina.

La Germania è “al fianco” dei suoi alleati nel sostenere l’Ucraina, ha detto il neoministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, alla vigilia del vertice. “Insieme ai nostri partner, continueremo a sostenere l’Ucraina nella sua lotta per la libertà, l’indipendenza territoriale e la sovranità”. Berlino darà l’ok alla fornitura di Leopard? “Dobbiamo aspettare e vedere come procede la situazione: stiamo dialogando, soprattutto con i nostri partner transatlantici, gli Stati Uniti. Proprio come abbiamo fatto in tutte le altre occasioni: l’obiettivo è non andare avanti da soli”. “Dateci i tank, qui la gente muore”, la risposta perentoria di Zelensky in un’intervista alla tv tedesca. Il pressing su Berlino continua, mentre Kiev può incassare un primo risultato rilevante.

In una dichiarazione congiunta, diffusa dal ministero della Difesa britannico, il Patto di Tallinn (il gruppo che riunisce Estonia, Regno Unito, Polonia, Lettonia, Lituania, Danimarca, Repubblica Ceca, Paesi Bassi e Slovacchia) si impegna “a perseguire collettivamente la consegna di una serie senza precedenti di donazioni tra cui carri armati, artiglieria pesante, difesa aerea, munizioni e veicoli da combattimento di fanteria alla difesa dell’Ucraina”. Nell’incontro di Ramstein, “esorteremo altri alleati e partner a seguire l’esempio e a contribuire quanto prima con i propri pacchetti di sostegno pianificati per garantire una vittoria ucraina sul campo di battaglia in 2023”, si legge nella nota congiunta. “Continueremo a sostenere l’Ucraina nel passaggio dalla resistenza all’espulsione delle forze russe dal suolo ucraino”, assicurano.