Palermo: reati ambientali, lavoratori in nero e abusivismo, sequestrate 2 officine
Palermo, 26 ott. (Adnkronos) – I finanzieri del secondo Nucleo operativo metropolitano di Palermo hanno sequestrato due officine nel quartiere di Passo di Rigano che operavano senza alcuna autorizzazione prevista dalla legge. In particolare, le Fiamme gialle durante il primo controllo hanno rilevato che il titolare svolgeva l’attività di autoriparazione in forma totalmente abusiva essendo sprovvisto di Scia (Segnalazione certificata di inizio attività) o altra autorizzazione. E’ scattato così il sequestro cautelare amministrativo del locale, delle attrezzature e dei macchinari da lavoro utilizzati. L’uomo è stato segnalato alla Camera di commercio per l’irrogazione della sanzione amministrativa per un importo pari a 5.164,57 euro.
Analoga violazione amministrativa è stata accertata nel secondo controllo effettuato dai finanzieri insieme a personale dell’Arpa Sicilia. Durante l’ispezione degli impianti adibiti alle lavorazioni con emissione in atmosfera, il personale tecnico intervenuto avrebbe accertato una modifica sostanziale del sistema di abbattimento e filtraggio fumi derivanti dell’attività di riparazione di autocarrozzeria senza l’autorizzazione prevista dal Testo unico ambientale. Il responsabile è stato denunciato all’autorità giudiziaria competente per le ipotesi di reato in materia ambientale, concernenti l’emissione in atmosfera delle polveri e per reati concernenti l’incolumità pubblica e, contestualmente, segnalato alla Camera di Commercio per le violazioni amministrative per l’irrogazione delle relative sanzioni per un importo pari a 5.164,57 euro. Il locale e le attrezzature, anche in questo caso, sono state sottoposte a sequestro amministrativo. Inoltre durante il controllo, sono stati trovati due lavoratori, di cui uno presunto indebito percettore di Reddito di cittadinanza, occupati senza la prevista comunicazione di instaurazione del rapporto di lavoro. Per tale ragione, è stata inoltrata all’Inps la comunicazione per la revoca del beneficio e il titolare dell’attività è stato sanzionato con l’applicazione della ‘maxisanzione’, che varia da un minimo di 1.800 a un massimo di 10.800 euro per lavoratore.
