Editoria: diffondevano quotidiani e serie tv ‘pirata’, inchiesta nata da Odg Lombardia
Milano, 6 ott. (Adnkronos) – E’ nata da una denuncia presentata due anni fa dal presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia Alessandro Galimberti alla procura di Milano l’inchiesta che oggi ha portato al decreto di sequestro di 545 canali di messaggistica Telegram, utilizzati per diffondere abusivamente quotidiani e riviste dei principali gruppi editoriali italiani, palinsesti televisivi, serie tv e contenuti d’intrattenimento a pagamento.
I finanzieri del Nucleo speciale tutela privacy e frodi tecnologiche della Guardia di finanza di Roma – coordinati dal procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e dal pm Carlo Scalas -, hanno eseguito otto perquisizioni, nei confronti di altrettante persone, residenti in Lombardia, Piemonte, Veneto, Emilia Romagna e Campania, ritenute dagli inquirenti “gli amministratori dei canali social” che, in concorso tra di loro, “hanno diffuso i prodotti editoriali protetti dal diritto d’autore”.
Il sistema illecito ha consentito a oltre 430.000 utenti iscritti ai canali Telegram il completo accesso – senza alcuna forma di abbonamento o pagamento – a contenuti editoriali tutelati dal diritto d’autore, assicurando agli indagati una contropartita economica attraverso due meccanismi di remunerazione: la pubblicazione, in quei canali, di link rinvianti a siti di commercio elettronico che restituivano agli organizzatori una percentuale sugli acquisti conclusi, o la pubblicazione di appositi banner pubblicitari sui propri canali illeciti dietro pagamento di un corrispettivo. Difficile da quantificare il danno subito dai gruppi finiti nel mirino: una volta scaricati i giornali o le serie tv potevano essere inviate ad altri moltiplicando in modo esponenziale la perdita per gli editori.
