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Motomondiale: Marquez, ‘ora sto bene, c’è la speranza di tornare a divertirmi sulla moto’

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Barcellona, 28 giu. – (Adnkronos) – “Ora mi sento abbastanza bene, non sento dolore, ho ancora il braccio immobilizzato e sto facendo esercizi di mobilità passiva leggera. Mi sento motivato e sono entusiasta di iniziare il recupero non appena i medici me lo diranno, per vedere se il mio braccio funziona come dovrebbe. La mia sensazione attuale è di speranza: a causa del modo in cui guidavo, non mi vedevo in sella per molto tempo, forse un anno o due, ma dopo l’intervento di Rochester c’è la speranza di poter continuare a gareggiare senza dolori e divertirmi sulla moto. Sto aspettando una radiografia da fare nella sesta settimana e dopo sceglieremo il percorso per il recupero. Fino ad allora mi godo un po’ di vacanza, perché non possiamo iniziare il recupero al 100%”. Così il pilota della Honda Marc Marquez in merito alle sue condizioni fisiche dopo la quarta operazione al braccio, effettuata negli Stati Uniti poche settimane fa.

“L’idea che dovessi fare un’altra operazione c’era da settembre -spiega il 29enne catalano sul suo blog-, controllavamo l’evoluzione della frattura del mio braccio dopo il terzo intervento e durante la preseason, volevo convincermi di potercela fare, usando la frase ‘il potere è nella mente’, ma a inizio stagione, mi sono reso conto che i limiti erano molto grandi. La mia idea era di gareggiare per tutta la stagione anche se l’osso non era consolidato al 100% dopo la terza operazione, pur conoscendo i miei limiti e nascondendo il disagio, per evitare le domande quotidiane. Solo le persone a me più vicine sapevano della situazione. Il momento decisivo è stato attorno al GP di Francia, quando abbiamo preparato una TAC 3D e abbiamo deciso di fare una nuova operazione. L’intervento chirurgico negli Stati Uniti mi ha sorpreso molto: il periodo post-operatorio è stato velocissimo, sono stato subito dimesso e autorizzato a volare per rientrare a casa. La preparazione, invece, è stata pianificata molto accuratamente e tutto e con largo anticipo. Prima dell’operazione ero di ottimo umore, ma nelle ore successive mi sono sentito peggio, per l’anestesia e per il dolore: ho passato due o tre giorni brutti, ma ero consapevole che il dolore era normale e che si sarebbe attenuato in seguito”.

Marquez poi descrive la sua giornata: “Al momento, anche se mi sembra di avere molto tempo libero, pianifico bene ogni giorno: mi alzo presto, cammino per un’ora e mezzo, poi chiamo il mio team, sto con la mia famiglia e nel pomeriggio lavoro delicatamente sulla parte inferiore del corpo e un po’ sul braccio sinistro. A volte penso alla motivazione e l’unica conclusione che raggiungo è che la mia nasce dalla passione e dall’entusiasmo: è lo stesso da più di 10 anni, mi spinge a pensare all’obiettivo, che è quello di divertirmi e correre a un buon livello senza provare dolore. Non sono solo su questa strada, sono stato supportato da Alex Criville, che ha vissuto qualcosa di simile; Albert Puig, che è la persona con cui ho più contatti; Mick Doohan che ha riportato diverse ferite gravi. Sono le persone che mi hanno consigliato di più e le ringrazio per il loro supporto”.

L’otto volte campione del mondo ha un altro punto di riferimento, ma tennistico: “Ce l’ho in Rafa Nadal, che anche quando la gente pensava che fosse finito ha saputo superare il dolore e vincere ancora. Ero con lui al Masters 1000 di Madrid, so tutto quello che ha sofferto ed è per questo che per me è un punto di riferimento, perché anche se non è al massimo è stato capace di vincere il Roland Garros. Ricordo che in una conferenza ha ammesso che il dolore ha cambiato il suo umore, e questo lo capisco. Vi ringrazio ancora per il supporto che ricevo da tutti voi: prometto che farò tutto il possibile per competere di nuovo e godermi dei bei momenti insieme”.

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