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Pd: il ‘ritiro’ parigino di Bettini, tra nuovo libro e prospettive a sinistra, verso ‘cosa rossa’?

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Roma, 29 apr. (Adnkronos) – Il diretto interessato non interviene in pubblico da settimane, ma altri intanto parlano di lui in attesa del libro che sta scrivendo. Per primo lo ha fatto Francesco Storace: “Prima delle politiche un ciclone di nome Goffredo Bettini si abbatterà sul Pd”. In questi giorni, poi, diversi retroscena parlano dell’esponente dem, dell’asse con Giuseppe Conte mai venuto meno, di suggestioni legate all’idea di una formazione alla Melenchon da mettere in piedi al prossimo congresso Pd. E anche del libro che sta scrivendo. “Sarà una sorta di manifesto politico: che non si può escludere possa divenire la base teorica di una nuova formazione ‘rossa’”, scrive La Stampa.

Bettini, da parte sua, non rilascia dichiarazioni. E’ a Parigi e sarebbe intenzionato restarci fino a che non avrà terminato il libro e non sarebbe questione di giorni. Chi ci ha parlato ultimamente, non riferisce né di ‘cicloni’ in via di abbattimento sul Pd, né di nuove formazioni in divenire.

“Bettini? Sta scrivendo un libro ed è all’estero. L’ho sentito qualche settimana fa per un’iniziativa -dice Matteo Orfini all’Adnkronos- e devo dire che non mi risulta niente del genere. Goffredo è uno che quando vuole dire qualcosa, la dice. Non trama nell’ombra. Se vuole portare avanti una battaglia politica, lo abbiamo visto in passato, lo fa a viso aperto e discute”.

“E se il tema è quello di una presunta concorrenza a sinistra, il Pd -osserva- non mi sembra abbia questo problema. Il Pd ha una posizione ragionevole e giusta sulla guerra, sta portando avanti battaglie di sinistra come il salario minimo, l’aumento dei salari, i diritti con la ripresa anche dello Ius Scholae. Poi se l’idea di sinistra è quella di Orsini e Santoro, è un’idea sbagliata”.

Quanto alla suggestione di una formazione alla Melenchon in Italia, il coordinatore di Articolo Uno, Arturo Scotto, mette in guardia: “E’ molto difficile comparare la vicenda politica francese con quella italiana. Mia moglie Elsa è francese e tutta la sua famiglia è socialista. Ma stavolta hanno votato per Melenchon, è scattato il voto utile”. Insomma, un successo dovuto anche un momento particolare, la possibilità di mandare al ballottaggio una forza di sinistra visti i sondaggi in ascesa.

“Trasferire quell’esperienza nella realtà italiana, immaginare paragoni mi sembra complicato una forzatura. Piuttosto che imitare qualcuno – osserva con l’Adnkronos l’esponente di Articolo Uno – partirei da quello che c’è: la possibilità di un’alleanza progressista con Pd, Articolo Uno e M5S. Un’alleanza che però non può vincere le prossime elezioni solo se è una proiezione dell’esistente, se la si racconta solo come una necessità e non come progetto che si fa carico della questione sociale, del lavoro”.

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