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Ucraina: sindaco Bucha, ‘qui è tutto distrutto, ma lo ricostruiremo’

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Milano 28 mar. (Adnkronos) – “Quasi tutto ciò che abbiamo costruito in 30 anni, tutto ciò che le persone amavano, è stato distrutto”. Lo racconta all’Adnkronos Anatolii Fedoruk, sindaco di Bucha, la cittadina a 30 chilometri a nord ovest di Kiev, che da oltre un mese è uno dei fronti più caldi del conflitto ucraino. “Le condutture idriche e del gas sono distrutte. Le linee della corrente anche e non è possibile di ripristinarle a causa dei combattimenti”, racconta il primo cittadino, spiegando che i 5-6mila civili rimasti in città, su una popolazione che prima del conflitto contava quasi 50mila persone, sono allo stremo: “Da 3-4 settimane la gente è costretta a nascondersi nelle cantine, a vivere senza connessione internet, senza corrente, senza gas, praticamente senza ricevere consegne di cibo e medicine da fuori”.

Una tattica, quella della “distruzione delle infrastrutture, che è alla base di terrorismo contro la popolazione civile: così i russi cercano di stroncare la resistenza, perché quando la gente ha freddo, sta al buio e ha fame, diventa più docile”. L’entità dei danni – riferisce Fedoruk – è diversa da zona a zona, ma tutti i 14 centri abitati che fanno parte della comunità di Bucha ne hanno subiti. “Scuole, asili e strade sono danneggiate. Sono stati distrutti i centri commerciali e le basi della maggior parte delle industrie situate nella regione. Sono state colpiti dagli spari condomini residenziali, per lo più nel quartieri nuovi di Bucha, in cui vivevano molte famiglie giovani”, racconta il sindaco, rimandando “l’analisi dei danni a dopo la liberazione della città”, ma dicendosi comunque convinto che “resisteremo e ricostruiremo tutto ciò che è stato distrutto. Ad ora è difficile fare progetti, ma so che gli abitanti di Bucha amano molto la loro città”.

Dal primo cittadino, infine, un appello all’Italia: “Siate accoglienti con chiunque sia venuto nel vostro Paese a causa della guerra. Aiutate gli ucraini, le nostre donne e i nostri bambini, a sopravvivere a questa tragedia, avremo bisogno di loro per ricostruire la città”.

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