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Ucraina: Kommersant e la ‘maliziosa’ gallery sulle abdicazioni al Cremlino

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Roma, 21 mar. – (Adnkronos) – Inizia da Ivan ‘il Terribile’ e finisce con Boris Eltsin, il leader russo le cui dimissioni a fine millennio aprirono la strada all’ascesa di Vladimir Putin, la fotogallery – senza alcun legame (apparente) con l’attualità – che campeggia sulla home page di Kommersant. Il sito del giornale russo – una delle poche voci che, seppur con mille cautele, riporta notizie e indicazioni importanti sulla società e sulla politica russa – ha infatti deciso di ripercorrere in una serie di veloci ritratti le figure che arrivate ai vertici della Russia, hanno deciso di rinunciare al potere, volontariamente o sotto costrizione.

L’elenco di quanti “hanno perso il potere o vi hanno rinunciato” parte appunto da Ivan Il Terribile, dalla prima delle sue abdicazioni , nel 1565. All’uomo che per primo si fregiò del titolo di zar di tutte le Russie, è peraltro ascrivibile una frase che sembra aver contrassegnato l’impostazione ‘divina’ di quasi tutti i regnanti del Cremlino: in una lettera, infatti, Ivan IV scrive a un nobile che “se non obbedite al sovrano quando egli commette un’ingiustizia, non solo vi rendete colpevoli di fellonia, ma dannate la vostra anima, perché Dio stesso vi ordina di obbedire ciecamente al vostro principe”.

La gallery del giornale russo continua con il giovane e sfortunato Ladislao IV, Pietro III (consorte di Caterina la Grande e forse sua vittima), il granduca Costantino, l’ultimo zar Nicola II e suo fratello il granduca Michele, quindi – dopo la rivoluzione del 1917 – con Georgy Lvov primo ministro del governo provvisorio (sostituito da Kerensky), Krusciov, Gorbaciov e infine Eltsin, uscito di scena il 31 dicembre 1999 e morto di li’ a poco. Un elenco che – nei giorni in cui si moltiplicano le voci della crescente insoddisfazione anche nella cerchia ristretta del presidente russo – non appare casuale. O magari solo profetico.

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