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Ucraina: lo scrittore Andrukhovych, ‘basta parlare russo, la lingua è un’arma’

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Roma, 2 mar. (Adnkronos) – “La situazione qui è stata difficile il primo giorno della guerra, il 24 febbraio, quando il nostro aeroporto è stato bersaglio di missili russi. Ma ora, a differenza del resto del Paese, c’è una relativa calma, dalle nostre parti. Porto il mio cane a passeggio nel parco. Abbiamo molti profughi: dall’Est, dal Nord e dal Sud dell’Ucraina. Ma siamo ben organizzati. Riusciamo ad aiutarli”. Lo dice a Repubblica, dal suo studio di Ivano Frankivsk, lo scrittore ucraino Yuri Andrukhovych, in un’intervista nella quale cerca di definire il concetto di identità nazionale in un Paese dove si parla anche il russo: “Prima di tutto è la disponibilità a difendere il Paese – afferma – Oggi tutta la società combatte contro l’invasore. La solidarietà fra le varie regioni è forte ed è molto visibile. E non ha senso parlare della divisione fra le regioni dell’Est e quelle dell’Ovest, come spesso fate in occidente. Siamo un popolo unito. E per quanto riguarda la lingua. Credo che nel prossimo futuro tutti gli ucraini comunicheranno in una sola lingua: l’ucraino”.

“Molte persone che fino a ieri parlavano russo – prosegue l’intellettuale – dichiarano, specie sui social, che dal 24 febbraio non lo parlano più. Più Putin dice che noi non esistiamo come nazione più forte è la volontà di dimostrare che lo siamo. Oggi rinunciare al russo è un mezzo di lotta. Non solo per la pesante eredità sovietica, e zarista, quando il russo era imposto dal potere imperiale, ma pure per motivi contingenti. Il russo è un’arma nelle mani di Putin. La lingua ucraina è un’arma contro Putin”.

Qaunto alla richiesta del presidente Zelensky per l’ingresso dell’Ucraina nell’Ue e il parere favorevole di Ursula von der Leyen, Andrukhovych dichiara che “se perdiamo contro Putin, l’Europa intera è in pericolo. Vorrei aggiungere una parola di lode per il presidente Zelensky. Non ero un suo fan. Avevo una fantasia: il primo giorno dell’invasione il presidente spariva. Invece si è rivelato un uomo integerrimo, bravissimo. Gli devo le mie scuse per quella fantasia”. Per il prossimo futuro, lo scrittore immagina la fuga dei soldati russi: “Manca loro la motivazione per combattere. Un’ondata di protesta in Russia comincerà presto, appena i russi appunto sapranno tutta la verità e non solo la versione propagandistica, su questa guerra. Sarà la fine del potere di Putin”.

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