Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Acque aromatizzate: fanno bene o male? Cosa sono davvero e i miti da sfatare-Prezzi degli ortaggi: perché al supermercato non scendono mai (anche quando crollano nei campi)-WaveSpring: la "molla negativa" che triplica l'energia dalle onde del mare-Flint Paper Battery: la batteria di carta che non prende fuoco e si può compostare-Italia Agrifood Innovation Hub (ITAIH): l'eccellenza agrifood di Verona diventa una piattaforma nazionale-Argireline, l'attivo "effetto botox" in creme e sieri: cos'è, come agisce, funziona davvero ed è sicuro?-Prezzi carburanti 24 giugno: Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2,2%-Slow Industry: i nuovi artigiani che producono in casa e vendono nel mondo (e perché è un modello economico, non un hobby)-Zanzare Debug: Google e le 32 milioni di zanzare (e perché è servito il permesso)-Cannabis e legalizzazione: cosa dice davvero lo studio su consumo e dipendenze?-Capsule hotel fuori dal Giappone: dove trovarli in Europa e in Italia-Data center galleggianti? Potremmo alimentare l'AI con l'energia delle onde dell'oceano-Petrolio giù del 24%, diesel solo del 2%: perché benzina e gasolio non scendono come dovrebbero?-Sostanze chimiche nei vestiti? quali sono, i rischi reali e perché lavare i capi nuovi-L'Antartide è "cresciuta"? Cosa dice davvero lo studio (e perché non è la fine del riscaldamento)-Isola del Liri: il borgo del Lazio con la cascata in pieno centro-Il liquido che immagazzina energia come una batteria: l'invenzione della Northwestern University-Blue Leaf: l'ecoinvenzione italiana che cattura la CO2 dentro gli edifici-Prezzo del caffè 2026: perché la tazzina costa di più mentre le quotazioni scendono-La "pillola del microbioma" contro la depressione: cosa c'è di vero dietro la notizia virale

Lattuada (Takeda): “Cresce domanda plasmaderivati ma c’è scarsità plasma”

Condividi questo articolo:

Roma, 28 feb. (Adnkronos Salute) – “All’interno del mondo dei plasmaderivati il costo della materia prima rappresenta circa il 57% contro un 14% dei farmaci tradizionali. Il rischio che un fornitore non possa essere in grado di soddisfare la domanda aggiuntiva di plasma a fronte di un eventuale aumento dei costi della materia prima è concreto. Per quattro motivi: innanzitutto, cresce la domanda di plasmaderivati perché aumenta l’accesso alle terapie; a fronte di un aumento della domanda, però, la capacità produttiva non è così veloce da potersi riadattare alle nuove esigenze; terzo motivo la scarsità di plasma e, ultimo, la competizione tra Paesi europei per acquistare la materia prima”. Così Alessandro Lattuada, Director Business Unite Rare Takeda Italia, intervenendo al 15.esimo appuntamento “Camerae Sanitatis”, dal titolo “L’impatto delle terapie con plasmaderivati in Europa: soluzioni per l’Italia”.

L’evento online promosso da Intergruppo parlamentare Scienza&Salute, Sics, Quotidiano Sanità e Popular Science, è dedicato al tema della donazione del sangue e dei plasmaderivati a 360 gradi per comprendere la necessità di rivisitare gli schemi di donazione a garanzia dell’approvvigionamento di plasma in Italia.

“Il 30% di plasma per le immunoglobuline italiane è importato dall’estero – spiega Lattuada – soprattutto dagli Usa. Siamo dipendenti dagli Stati Uniti con tutto quello che ne consegue, perché nei momenti di crisi e di carenza tendono ovviamente a tenersi il prodotto. In aggiunta, oltre a non esistere una regia europea degli acquisti di plasma derivati, le varie nazioni sono in competizione sull’acquisto. E purtroppo in Italia abbiamo una forte limitazione che è data dal pagamento del payback per il plasma importato che, oltre ad essere un costo aggiuntivo a quel 57% per la materia prima, rappresenta un elemento di instabilità. Impossibile definire il quantitativo di costo del paybach nel momento dell’acquisto, che viene definito l’anno successivo sulla base dello sforamento del budget farmaceutico dell’anno precedente”.

“Come aziende farmaceutiche l’auspicio è che così come è stato fatto nel Ddl Concorrenza, ci auguriamo che ci sia un intervento legislativo rapido che possa dare una risposta in tempi brevi a questa distorsione che esiste all’interno dei Paesi europei. Il plasma italiano, fortunatamente, non paga payback e questo sarebbe in accordo con le raccomandazioni dell’Oms secondo cui i farmaci che sono considerati essenziali vengano detassati in modo da poter salvaguardare un’equità nell’accesso in tutti i Paesi nel mondo”, conclude.

I commenti sono chiusi.