Ucraina: De Zerbi, ‘siamo qui per fare calcio, non per fare eroi’
Roma, 24 feb. (Adnkronos) – “Siamo tutti in hotel, la situazione è precipitata da stamattina, fino a ieri sera il campionato avrebbe dovuto andare avanti e così non è stato. Questa mattina ci siamo svegliati sentendo delle esplosioni. Stiamo bene, la situazione è un po’ tesa, stiamo cerando di avere contatti con le Ambasciate italiana e brasiliana per i giocatori, per capire il da farsi”. Lo ha detto Roberto de Zerbi tecnico dello Shakhtar Donetsk, a Sky in collegamento da Kiev dove si trova con lo staff in un hotel.
“L’Ambasciata è stata correttissima e tempestiva. Il console italiano a Kiev ci sta dando grande sostegno e vicinanza. Non era nostra intensione fare gli eroi, ma siamo qui per fare il nostro lavoro, che è il calcio, e al suo interno ci sono giocatori che hanno già vissuto qualcosa del genere nel 2014 e finché il campionato non veniva sospeso non ci sembrava corretto e giusto nei confronti del club e dei giocatori ucraini e brasiliani che sono rimasti tutti. Una scelta che rifarei e rifaremmo, la situazione ora è cambiata, il calcio è sospeso e stiamo cercando il modo per andare via. Paura? No. Chiaramente il timore e le preoccupazioni sono tante, mi preme di più per la mia famiglia che è a casa ed è preoccupata e per le famiglie dei giocatori. Faccio fatica anche io a dire quello che devono fare i giocatori, alcun molto giovani”, ha aggiunto De Zerbi.
“Non faccio il politico, non voglio farlo, faccio calcio, è la mia vita, altre cose le guardo da cittadino, queste cose non colpiscono solo calciatori e allenatori ma la gente normale. La cosa brutta è che ci sono due gruppi di giocatori, gli ucraini che sono le vere vittime. Noi andremo via mentre loro rimangono e sono colpiti in prima persona e mi tocca tanto, e l’altro gruppo sono dei ragazzi molto giovani in balia degli eventi”.

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