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Ucraina: Alfieri (Pd), ‘sanzioni per riaprire via diplomazia’

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Roma, 23 feb. (Adnkronos) – “Le parole del ministro Di Maio danno il senso della gravità della situazione. Con l’invasione del Donbass siamo di fronte a un’escalation mai vista da parte della Russia in Ucraina. Preoccupa il discorso che ha fatto Putin in diretta tv tra esigenze di propaganda e manifestazioni di potete: ha riconosciuto le autoproclamate repubbliche separatiste e ha presentato un’ardita ricostruzione storica per dimostrare l’inesistenza della nazione Ucraina tornando indietro di 12 secoli”. Lo ha detto in Aula il senatore Alessandro Alfieri, capogruppo del Pd in commissione Esteri.

“In questo modo Putin straccia gli accordi di Minsk e segna un punto di non ritorno: con le bandiere russa e dei Romanoff alle spalle, si presenta come l’epigono dell’impero zarista. Questo deve portare l’Ue e la Nato a rispondere con fermezza. Soprattutto serve responsabilità, anche in Parlamento: bisogna mandare in soffitta sbandamenti e fascinazioni verso il regime autoritario russo registrati anche in quest’aula. Occorre resettare e aprire una nuova fase”.

“Quando abbiamo sottoscritto nel 1949 l’Alleanza atlantica lo abbiamo fatto anche memori dell’oppressione nazi fascista nei confronti delle democrazie liberali, non solo cooperazione politico militare ma soprattutto condivisione di principi e valori. Ora non c’è spazio per distinguo o ambigue equidistanze. Non possiamo che stare dalla parte delle democrazie liberali”.

“Se vogliamo essere protagonisti del nuovo ordine internazionale in ridefinizione- ha continuato Alfieri – non potremo eludere il tema decisivo di una politica estera e di difesa comune, ma di questo parleremo a crisi conclusa. Ora serve la compattezza del fronte occidentale. I Paesi europei si sono mossi insieme: le sanzioni sono una scelta di deterrenza, non compiuta a cuor leggero. È l’unico modo per provare a riportare la Russia al tavolo della diplomazia”.

“Noi sappiamo che dovremo fare un lavoro molto attento, che il sistema delle sanzioni dovrà essere modulabile e flessibile in relazione ai comportamenti russi e bisognerà pensare a forme di compensazione per i paesi e per i settori più colpiti. Servono quindi – conclude Alfieri – dialogo e diplomazia per evitare una guerra nel cuore dell’Europa. E servono fermezza e compattezza verso chi pensa di cambiare i confini degli Stati e gli equilibri internazionali con la minaccia delle armi”.

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