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Ucraina: Russano (Camera Commercio Italiana per Ucraina), ‘con conflitto danni innumerevoli’

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Milano, 22 feb. (Adnkronos) – “In caso di conflitto i danni saranno innumerevoli e certamente non contabilizzabili in questo momento, e non solo per le aziende che lavorano con l’Ucraina. In questa fase d’escalation possiamo certamente confermare che il timore di lavorare in una situazione di instabilità è grande per le nostre aziende italiane”. A dirlo all’Adnkronos è Vanessa Russano, segretario generale della Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina (Ccipu), che supporta e concorre allo sviluppo degli scambi commerciali e della cooperazione economica fra i due Paesi.

Secondo gli ultimi dati completi, nel 2020 l’Italia ha esportato merci nel Paese per un totale di 1.701,96 milioni di euro. ”Tra i settori più richiesti – spiega Russano- quello legato ai prodotti per l’agricoltura. Vanno molto bene anche i prodotti delle miniere e delle cave, oltre al food and beverage italiano e ai prodotti tessili. Ricordiamo essere l’Ucraina leader nell’esportazione di grano”.

In questi giorni di tensione, rimarca Russano, “la situazione risulta, per le nostre aziende, all’insegna dell’ansia mediatica ma tuttavia si prosegue normalmente nelle attività. Consideriamo anche il fatto che già dal 2013-2014 le aziende che si affacciano con noi sull’Ucraina sanno che devono evitare, sia per gli scambi che per le eventuali trasferte, i luoghi posti ai confini”.

I rischi di una guerra, avverte tuttavia Russano, non saranno un problema solo ucraino. “Per la posizione che attualmente occupa il Paese nell’agenda europea – osserva – un conflitto e quindi le sue conseguenze, non potranno sicuramente essere circoscritte lungo i confini ucraino-russi, ma andranno a colpire ognuno di noi”. Nella fattispecie, Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina conta circa 200 associati in questo momento. “Le aziende che supportiamo, per la maggior parte, si affacciano per la prima volta sul Paese – evidenzia Russano – e lo fanno per cercare partner clienti o fornitori, aprendo uffici commerciali con possibilità, già dalla pandemia che ci ha colpiti nel 2020, di seguire le attività anche da remoto affidandosi ai locali”.

Quanto sta accadendo, per Russano, non rischia di paralizzare il mercato. “La maggior parte dei nostri connazionali che fa business con il Paese aveva già rimodulato attività ed impegni locali a causa della pandemia – sottolinea -. Certo è che per l’Ucraina non ci saranno sicuramente procedure di blocco o limitazione delle esportazioni, quindi non vediamo una limitazione nel mercato/business”. Le attività commerciali e promozionali per ora proseguono quindi normalmente. “Da parte nostra, la Camera di Commercio Italiana per l’Ucraina, prosegue con i suoi progetti e con l’erogazione dei servizi per le imprese” assicura Russano.

Nel frattempo, sono diverse le azioni che Ccipu sta mettendo in campo. “L’obiettivo primario delle Camere Miste – spiega Russano – è aumentare la quota export italiana, e ovviamente supportare le aziende per intraprendere qualsiasi attività di internazionalizzazione. Stiamo, tra le altre cose, portando avanti un importante progetto ‘Agritaly Ukraine’, che attualmente è nella fase più interessante e unisce 11 aziende italiane. Agritaly si propone come una piattaforma per l’export e la distribuzione di prodotti, attrezzature e servizi nei settori dell’Agricoltura e dell’Allevamento”.

L’iniziativa Ccipu prevede un’azione di supporto, parzialmente finanziata dalla Camera, per l’istituzione di una piattaforma operativa con sede sia in Italia sia in Ucraina, al fine di commercializzare, esportare e distribuire i prodotti delle aziende associate. “Vogliamo che i partecipanti abbiano a disposizione una struttura commerciale estera che gestirà l’intera filiera dell’export, dalle pratiche doganali alle certificazioni – afferma Russano -. Qualcosa di simile è nato quest’anno anche per il settore energia, con il progetto ‘Energreen’. Ciò che un’organizzazione come la nostra può fare è informare al meglio le imprese e i cittadini, anche al fine di sovrastare le fake news, e continuare a supportare le aziende nei rapporti tra i due Paesi, proseguendo nel clima di sicurezza in cui già da tempo operiamo”.

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