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M5S: libro Sabatini, ‘operazione ‘affama Rousseau’ per eliminare democrazia interna’

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Roma, 17 feb. (Adnkronos) – “Una volta fatto fuori Rousseau, si sarebbe cancellata ogni forma di democrazia interna assistendo a imbarazzanti ‘elezioni’ con monocandidati – come nel caso della nomina di Giuseppe Conte a presidente del MoVimento 5 Stelle – o a strumentali e sterili ratifiche di nomine imposte dall’alto da persone, a loro volta, nominate da qualcun altro, come in occasione della definizione della struttura partitica composta da decine di comitati. Per questo chi attaccava Rousseau per i disservizi lo faceva per un motivo specifico: eliminare la democrazia partecipata per trasformarla – come sarebbe avvenuto con Giuseppe Conte capo politico – in una mera e mediatica attività di approvazione di provvedimenti imposti dall’alto che avrebbe consentito, da una parte, di continuare a raccontare al mondo esterno una democrazia interna che in realtà non esisteva più e, dall’altra, di rassicurare all’interno chi questa stessa democrazia la voleva cancellare”. E’ una delle accuse mosse da Enrica Sabatini, attivista storica del M5S, socia dell’Associazione Rousseau e compagna di vita di Davide Casaleggio, nel suo libro ‘Lady Rousseau’, un duro j’accuse contro il Movimento e i vertici che ne hanno distrutto, a suo dire, valori e progetto.

“Creare un’infrastruttura solida per ampliare il potere decisionale degli iscritti avrebbe scatenato – scrive Sabatini nel libro, edito da Piemme e letto in anteprima dall’Adnkronos, in cui vengono narrati segreti e i retroscena della piattaforma Rousseau e del conflitto Casaleggio-Movimento 5 Stelle – un effetto antitetico moltiplicando l’offensiva verso Rousseau e verso chi si batteva per proteggere i principi di partecipazione dei cittadini alla vita politica e per il rinnovo generazionale all’interno del MoVimento. Il problema non era la tecnologia, il problema era il suo utilizzo”.

“Dopo le dimissioni di Luigi e a seguito della riunione nella quale venne illegittimamente stabilito di non votare il suo successore perché avrebbe vinto Alessandro Di Battista, si avviò il periodo più buio del MoVimento, la sua forma peggiore: il disconoscimento di se stesso e la distruzione dell’altro. La prima azione nei nostri confronti fu quella di crearci problemi economici. Qualcuno in Senato lo esplicitava sbeffeggiandoci: operazione ‘affamiamo Rousseau’. Era molto semplice, in fondo, si trattava di usufruire della nostra professionalità e non pagarla”.

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