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**Mani Pulite: Barbacetto, ‘oggi inchiesta sarebbe più difficile, stessa corruzione ma altri metodi’**

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Roma, 15 feb. (Adnkronos) – Se oggi sarebbe possibile un’inchiesta che cambiò la storia come Mani Pulite? “Sarebbe molto più difficile, per una serie di motivi: il primo è che è cambiato il sistema, nella Prima Repubblica comandava la politica, oggi comanda l’economia”. A dirlo, in una chiacchierata con l’Adnkronos alla vigilia dei 30 anni dall’inchiesta Mani Pulite, è Gianni Barbacetto, giornalista del Fatto Quotidiano e autore di diversi libri-inchiesta sulla vicenda che portò alla luce in Italia, nella prima metà degli anni Novanta, un sistema corrotto e fraudolento fra politica e imprenditoria.

“Mentre nella cosiddetta prima Repubblica i partiti erano forti e il gioco era in mano alla politica oggi comandano gli affari”, spiega Barbacetto, che sottolinea: “Io credo che la corruzione non sia diminuita, e che il sistema politico sia altrettanto corrotto come allora, e ce lo dicono le inchieste che si riescono ancora a fare. Quello che cambia è che allora paradossalmente era più facile perché il sistema era scientifico, unitario, organizzato e il vertice dei partiti era dunque facilmente raggiungibile. Oggi è tutto più fluido. Ciascun politico si costruisce un suo sistema”. E sono cambiati anche i metodi. “Allora c’erano ancora le valigette piene di banconote, oggi ci sono i conti correnti esteri o le consulenze, modi più sofisticati, più imprendibili, i finanziamenti alle Fondazioni. Sono sistemi che meno si prestano ad essere scoperti”, spiega il cronista.

Barbacetto ripercorre lucidamente le fasi che portarono all’esplosione di Tangentopoli. “Oggi la vediamo come una svolta storica, in realtà quando l’ho vista nascere e crescere era una normalissima inchiesta giudiziaria -ricorda- Ne avevo viste tante altre prima che non erano poi decollate perché non c’erano le condizioni geopolitiche, invece quella sì: era una piccola inchiesta su una piccola tangente di 7 milioni di lire pagata da un imprenditore delle pulizie che lavorava al Trivulzio, e che ha innescato una reazione a catena”. Quali sono i motivi che la fecero decollare? “Intanto, perché Di Pietro era stato poliziotto e sapeva come si facevano le indagini -osserva Barbacetto- A differenza di tanti colleghi prima di lui, è riuscito a prendere una inchiesta per corruzione e a farla diventare la prima esplosione di una catena”.

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