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Turchia: lira crolla dopo nuovo taglio tassi, Erdogan rilancia con salario minimo

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Ankara, 16 dic. – (Adnkronos) – Tutto come previsto in Turchia dove la Banca centrale ha seguito l’indicazione del presidente Erogan, tagliando ancora di 100 punti il tasso ufficiale d’interesse, che scende così dal 15 al 14 per cento, provocando al tempo stesso l’ennesimo crollo della lira, che ha perso nella seduta odierna oltre il 5 % di valore sulle principali valute, scendendo fino a quota 15,6 sul dollaro. Appena tre mesi fa il tasso di cambio si aggirava intorno a 8 lire per un biglietto verde.

Il mercato insomma ha dato il suo giudizio inappellabile sull’ennesimo taglio dei tassi, che a settembre si attestavano al 19% e che – nonostante una inflazione che corre sopra il 21% – invece sono stati continuamente ‘sforbiciati’ su mandato del presidente, costringendo la Banca centrale a continui interventi sui mercati dei cambi che stanno – inutilmente – svuotando le riserve in valuta estera senza fermare il crollo della lira.

Per limitare i malumori legati a questo ennesuimo ‘crollo annunciato’ Erdogan ha annunciato uno ‘storico’ aumento del 50% della retribuzione minima per i lavoratori turchi nel tentativo di ‘tutelarli’ dall’inflazione galoppante. Il salario minimo mensile passa così da 2.826 lire turche a 4.250 lire. Erdogan peraltro non limita alla banca centrale – dove ha anche sostituito due governatori negli ultimi tre anni – le sue interferenze in campo economico: dopo avere all’inizio del mese nominato un nuovo ministro delle finanze oggi ha annunciato un’ulteriore riorganizzazione del team economico, allontanando i viceministri Sakir Ercan Gul e Mehmet Hamdi Yildirim.

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