Auto: Bonometti, ‘si rischia 1 mln di licenziamenti, Landini scioperi per i lavoratori, non per il nulla’ (2)
(Adnkronos) – L’ex presidente di Confindustria Lombardia chiede al governo di spiegare ”come intende affrontare il processo di transizione energetica: tempi e modi. Perchè se non dice come e dove si produrrà l’energia, è inutile che dica cosa sarà l’auto nel 2035”. Secondo l’industriale con questo scenario gli imprenditori automotive che non vorranno soccombere andranno via dall’Italia. ”Questa e’ l’occasione per accelerare la delocalizzazione. Il governo si preoccupa di come penalizzare le imprese che delocalizzano, ma con decisioni come questa è ovvio che aumenteranno sempre di più quelli che andranno all’estero. Io che sono presente in 5 continenti mi sto accorgendo che l’Italia è quella più penalizzata dal punto di vista della competitività, del fare impresa, ma siccome sono italiano e lombardo voglio continuare a fare questo lavoro anche qui. Quindi mi batterò per difendere l’industria manifatturiera dell’auto italiana fino alla fine”.
Certo nessuno nega che vi sia un forte problema ambientale, ma si ritiene che occorra una strategia comune: ”le scelte dell’Europa devono essere condivise a livello mondiale. Non possiamo accettare che l’Asia faccia delle scelte e l’America delle altre: l’Europa si troverà schiacciata tra queste due potenze e l’industria dell’auto europea distrutta” Anche perchè, spiega Bonometti ”mentre i tre ministri fanno dichiarazioni roboanti gli altri paesi hanno inserito ingenti risorse per accompagnare questa transizione, noi invece non abbiamo visto ancora nulla. Il governo è assente di fronte a qualsiasi iniziativa, anche proposta da noi, per difendere l’auto che noi riteniamo essere un settore strategico anche dal punto di vista tecnologico e dell’occupazione”.
Gli imprenditori dell’automotive ”sono aperti al confronto e vogliono sicuramente aderire agli obiettivi di miglioramento climatico purchè siano condivisi con gli altri continenti. Chiediamo una rimodulazione del pacchetto avanzato dalla Commissione nei contenuti e nei tempi di attuazione e proponiamo di arrivare al 2030 con il 45% in meno di emissioni anzichè il 55% e lasciare libero il 2035, da definirsi in funzione dell’evoluzione delle tecnologie e delle soluzioni che verranno trovate”. Ma non solo: gli industriali propongono di fare un ”confronto tra i vari sistemi di trazione in base alle energie adottate: energia elettrica, metano, biometano, idrogeno carburanti vegetali così da fare una valutazione dei parametri delle prestazioni e ambientali su tutta la durata della vita di una vettura dalla produzione fino a a fine vita. Iniziamo a lavorare su questi punti se davvero vogliamo migliorare l’ambiente e salvaguardare l’industria dell’auto”.

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