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**Scrittori: riapre la casa di Emile Zola e regala il Museo Dreyfus**

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Parigi, 27 ott. – (Adnkronos) – Il primo museo dedicato all’affaire Dreyfus è nato nella casa di Émile Zola (1840-1902), lo scrittore francese che il 13 gennaio 1898 con l’articolo “J’accuse”, pubblicato in prima pagina su “L’Aurore”, accusò direttamente il presidente della Repubblica francese Félix Faure e il governo di aver colpevolmente accusato un innocente. Ora la casa di Zola a Médan, poco distante da Parigi, che era chiusa al pubblico dal 3 ottobre 2011, ha riaperto i battenti e dopo un decennio di lavori ‘regala’ al pubblico anche un nuovo percorso museale dedicato alla famigerata macchinazione antisemita.

A inaugurare il Museo Dreyfus, annesso alla dimora di Zola, è stato il presidente della Repubblica Emmanuel Macron, che ha reso omaggio alla “lotta per la verità, la giustizia e l’umanesimo” del famoso scrittore. “Dedicare un museo alla vita di Alfred Dreyfus – ha aggiunto il capo dello Stato – è riparare un’ingiustizia. Farlo nella casa di Zola, che ha corso tutti i rischi per difendere il suo nome, è come dire che la Repubblica si regge solo attraverso le lotte degli uomini e delle donne”.

Nell’autunno 2011, con non pochi problemi finanziari, iniziarono i lavori di ristrutturazione e restauro, che sono stati portati a terminati dopo dieci anni esatti. Cinque anni fa fu la generosità del mecenate e collezionista Pierre Bergé, partner dello stilista Yves Saint-Laurent, a far ripartire il progetto museale dopo lo stop per mancanza di soldi.

Il museo propone un nuovo allestimento dedicato al caso politico-giudiziario del capitano Alfred Dreyfus, con oltre 500 documenti originali, tra manoscritti, libri, fotografie, manifesti e volantini. Nelle sale espositive è stata ricostruita nei dettagli la vicenda Dreyfus che divise la Francia della terza Repubblica per 12 anni, dal 1894 al 1906, quando l’ufficiale alsaziano di origine ebraica Alfred Dreyfus fu riconosciuto vittima di un errore giudiziario e venne riabilitato.

Dreyfus, impiegato presso il Ministero della Guerra, nel 1894 fu accusato di aver rivelato segreti relativi alla difesa all’addetto militare tedesco a Parigi. Arrestato in ottobre, dopo un giudizio sommario Dreyfus fu degradato e condannato alla deportazione a vita nell’Isola del Diavolo (Guyana francese). Zola nel suo “J’accuse” indicò con nome e cognome i responsabili della condanna di un innocente firmando una delle più grandi requisitorie contro la ragion di Stato che siano mai state pronunciate.

Nel maggio 1878 Émile Zola acquistò la casa a Médan grazie al successo dei suoi romanzi improntati al Naturalismo, di cui è considerato il capofila. Era “un modesto rifugio di campagna” che lo scrittore trasformò il luogo in una vasta tenuta dove visse il suo ideale di “vita rurale”, con il suo orto, la sua fattoria, le sue serre. In questa casa lo scrittore ricevette molte personalità come Cézanne, Manet, Pissaro, Goncourt, Daudets, Huysmans ed è qui che il romanziere creò quasi tutti i suoi capolavori. Nel 1998 fu creata l’Association Maison Zola, che in seguito fu presieduta da Pierre Bergé, fino alla sua morte nel 2017.

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