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“L’acqua arrivava al finestrino, e io in auto con la mia bimba”

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Palermo, 27 ott. (Adnkronos) – “Tanto, tanto spavento. Io ero in auto con mia figlia di un anno e mezzo malata e mio padre, che è pensionato. Per fortuna, siamo riusciti a superare quel fiume di acqua e arrivare a casa sani e salvi”. E’ ancora scossa Francesca Marchese, una giornalista freelance di origini siciliane che da 8 anni lavora a Londra e che in questi giorni è in vacanza in Sicilia. Una disavventura accaduta proprio a poca distanza del luogo on cui è morto l’uomo di 53 anni travolto dall’acqua, nei pressi di Gravina di Catania. “Ieri mattina ci siamo avventurati in macchina, da Valverde a Gravina di Catania, con mio padre e mia figlia solo perché la bambina aveva la febbre e stava molto male – racconta la giornalista all’Adnkronos – Dopo essere partita e ho visto la pioggia mi sono pentita, non avrei mai immaginato di incontrare quel fiume di acqua”.

Ma cosa è accaduto ieri mattina? “Viste le condizioni di salute della mia bambina di 21 mesi – racconta Francesca, che collabora anche con la BBC – ho deciso di andare dal medico da Valverde, il paese dove sono in vacanza, a Gravina di Catania, dove si trova il medico. All’andata abbiamo usato l’autostrada, perché è più facile, e pioveva poco i quel momento. Ma mentre eravamo dal medico la pioggia è aumentata moltissimo, e quando siamo usciti dovevamo decidere se aspettare che la pioggia finisse o tornare a casa. Ma siccome sapevamo che la pioggia sarebbe durata ancora parecchie ore, abbiamo deciso di tornare a Valverde, ma stavolta prendendo dalla Statale e non dall’autostrada. Ma lungo la strada abbiamo dovuto cambiare tragitto più volte, c’erano diversi avvallamenti, abbiamo dovuti fare retromarcia diverse volte. E dopo oltre mezz’ora di gimkana tra le strade etnee abbiamo cercato il percorso migliore”.

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