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Radioterapia oncologica, con genomica e Ia rivoluzione cure

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Roma, 15 ott. (Adnkronos Salute) – L’integrazione tra clinica, genomica e intelligenza artificiale rivoluziona i trattamenti radioterapici in oncologia. Con la possibilità di ‘ritagliare’ sul singolo paziente e sulla sua neoplasia il miglior trattamento radioterapico possibile, che attraverso l’analisi del profilo genetico, della radiomica e l’elaborazione di dati clinici con software e algoritmi sofisticatissimi, sta portando a un innovativo approccio nella cura dei tumori. E’ questo lo scenario del quale si discuterà a partire da questo pomeriggio fino a domenica 17 ottobre al XXXI Congresso nazionale dell’Associazione italiana di radioterapia e oncologia clinica (Airo), ospitato – in presenza contingentata, ma con oltre 600 presenze attese – al Palazzo dei Congressi di Bologna. L’intera mattinata è stata dedicata ad Airo Giovani, con un pre-evento congressuale su radioterapia e Covid-19, qualità della vita e intelligenza artificiale (Ia).

“La radioterapia è cambiata totalmente – spiega Vittorio Donato, capo Dipartimento di Oncologia e Medicine specialistiche, direttore Divisione di Radioterapia, ospedale San Camillo Forlanini di Roma, e presidente Airo – sia come caratteristiche della disciplina sia come suo inserimento nell’ambito oncologico per la cura dei tumori. Prima era considerata alla stregua di una cura palliativa ed era guardata solo come complicanza; oggi è uno dei tre pilastri delle cure oncologiche e onco-ematologiche, e si è aggiornata insieme alle terapie farmacologiche. Oggi è tutt’altra realtà, così come è cambiata radicalmente anche la società scientifica che ho il privilegio di presiedere”.

I temi principali per questa edizione del Congresso nazionale, continua il presidente Airo, “sono genomica, radiomica e intelligenza artificiale, fattori di cui dovremo tener conto per impostare correttamente il trattamento radioterapico. In parte sono novità già attive in alcuni centri che in questo momento stanno scrivendo la storia futura della medicina e della radioterapia in particolare. L’evento congressuale, in presenza dopo la lunga pausa emergenziale, sarà come sempre un momento di confronto aperto tra radioterapisti italiani su quanto siamo pronti a recepire le innovazioni tecnologiche in questa disciplina, e un modo per rafforzare il ruolo del radioterapista all’interno del gruppo multidisciplinare nella presa in carico del paziente”.

“L’indirizzo verso il quale andiamo è quello di capire ancora meglio qual è il trattamento più appropriato nel singolo paziente e nel singolo tumore”, afferma Barbara Jereczek, direttore Divisione Radioterapia Istituto europeo di oncologia di Milano, docente di Radioterapia dell’Università degli Studi di Milano e coordinatore Comitato scientifico Airo. “Per tanti anni la radioterapia si è basata sui dati clinici – ricorda – oggi si basa sempre di più su dati biologici intesi come genomica, imaging intesa come radiomica e intelligenza artificiale che ci aiuta a integrare questi dati nella scelta del trattamento. Attraverso queste avanzatissime tecnologie, è possibile monitorare le modifiche del corpo del paziente e del tumore e adattare il trattamento. Se riusciamo a capire di più dalle immagini, arrivando laddove ‘occhio non riesce, possiamo caratterizzare meglio la neoplasia e scegliere di intensificare o de-intensificare il trattamento”.

Ma l’innovazione tecnologica, per quanto preziosa, non può prescindere dalla componente umana. La formazione dei suoi iscritti e l’informazione di cittadini e pazienti sono punti centrali della mission Airo. L’Associazione “è impegnata da tempo in diverse attività di comunicazione attraverso il sito www.radioterapiaitalia.it, con informazioni tecnico-scientifiche per gli specialisti e informazioni e novità dedicate ai pazienti e ai cittadini – sottolinea Roberto Pacelli, responsabile Sezione di Radioterapia Uoc Diagnostica per Immagini e Radioterapia, ospedale Federico II di Napoli, membro del Consiglio direttivo Airo – Ad esempio, sono previsti una sezione dedicata alle cosiddette Faq, le domande più frequenti, a cui rispondono gli esperti; uno spazio dedicato a materiale informativo sulle radiazioni, sui loro effetti rispetto al tipo di tumore, sui benefici del trattamento, sui possibili effetti collaterali, su come mitigare gli eventi avversi o mitigare la probabilità si verifichino danni collaterali”.

“Abbiamo inserito – evidenzia Pacelli – anche un documento sul vaccino anti-Covid e sui pazienti più fragili per i quali si raccomanda la vaccinazione. Inoltre, Airo organizza corsi Ecm, incentiva la ricerca nei gruppi regionali Airo e nei gruppi di studio Airo. Un obiettivo della nostra organizzazione è dare continuità assistenziale ai pazienti dimessi dall’ospedale sul territorio, attraverso figure professionali che possano seguire a casa o in una struttura di prossimità il paziente per risolvere potenziali effetti collaterali ed evitando il ricovero”. Durante le giornate di lavoro del Congresso, ospitate in quattro sale, diverse sessioni saranno dedicate allo stato dell’arte e agli avanzamenti radioterapici in vari tipi di neoplasie (tumori testa collo, mammella, polmone, cute, urologici e ginecologici, gastro-enterici, ematologici e rari). Molti gli interventi su radioterapia interventistica e palliativa, oltre alla radioterapia delle oligometastasi.

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