Passa al contenuto principale
ULTIMA ORA:
Post title marquee scroll
Foreste in Italia 2026: i boschi dove trovare il fresco (e come visitarli in totale sicurezza)-Friggitrice ad aria d'estate: 7 ricette veloci e leggere (lascia il forno spento)-Antartide, il ghiaccio cresce o si scioglie? Dipende-Il ventilatore portatile rinfresca davvero contro il caldo? E quando le temperature diventano estreme?-Quanto paghi davvero una birra? Fino al 40% sono imposte-7 semi di frutti da non buttare: sai come farli germogliare?-Moka, il caffè perfetto? È una questione di chimica-I coralli sono spacciati? Un nuovo studio mappa le barriere che resistono al cambiamento climatico-Terremoto in Venezuela: la vicinanza di Ecoseven al popolo venezuelano e come aiutare chi ha perso tutto-Prezzi carburanti oggi 26 giugno 2026: benzina e diesel ancora in calo, ma dal 4 luglio rischio rincaro-Rottamazione-quinquies, cosa fare entro il 30 giugno: la comunicazione delle somme dovute e gli errori da evitare-Friggitrice ad aria: cos'è, fa bene o fa male e quali sono i rischi reali (la guida completa)-Packaging compostabile spruzzato con l'acqua: l'invenzione di Virginia Tech che elimina i solventi tossici-Le etichette della frutta sono commestibili? No, e i bollini di plastica sono un problema (ma le alternative stanno arrivando)-Decreto Lavoro 2026 (D.L. 62/2026): cosa cambia davvero tra salario giusto, bonus assunzioni e tutele rider-Come ci siamo adattati al caldo: architettura, corpo e abitudini che sfidano la canicola-Granchio blu nuotatore: pescato in Sardegna il primo esemplare (ed è una terza specie diversa dal granchio blu)-7 insalatone estive: piatti unici freschi e bilanciati, da soli o in compagnia-Spighe Verdi 2026: sono 97 i Comuni rurali più sostenibili d'Italia (il Piemonte fa il pieno)-Api e impollinazione: perché senza di loro mangeremmo molto meno (e i miti da sfatare)

Haiti, chi era Moise: l’ex imprenditore agricolo prestato alla politica

Condividi questo articolo:

(Adnkronos) –

Il presidente di Haiti Juvenel Moise, assassinato la notte scorsa all’interno della sua residenza da un commando di uomini armati, aveva 53 anni. Alle spalle aveva un passato da imprenditore agricolo di successo, come esportatore di banane, ed era praticamente sconosciuto al grande pubblico quando era apparso sulla scena politica. Il suo sogno era di dare alla sua nazione un profilo di potenza agricola, sviluppando l’entroterra.

Moise aveva prestato giuramento come presidente il 7 febbraio 2017: il suo unico mandato da capo dello stato lo ha trascorso sostanzialmente in isolamento, con un parlamento sospeso e governando attraverso decreti. Padre di due figli, è stato incapace di fermare la spirale negativa in cui si avvitava il paese, il più povero del continente americano, segnato da diffuse violenze.

Una volta eletto, si era impegnato a risanare il paese minato dalla corruzione. Ma presto alcuni dei suoi collaboratori si erano ritrovati sospettati di aver stornato fondi pubblici. Anno dopo anno si erano susseguite le inchieste parlamentari, le inchieste di Ong o della Corte dei conti che avevano confermato come le istituzioni di Haiti continuassero ad essere preda della corruzione.

Proveniva da una famiglia modesta, padre meccanico e madre sarta e commerciante. Era nato nel Dipartimento del Nord-Est, aveva studiato scienze dell’educazione all’università Quisqueya di Haiti. La sua famiglia si era installata a Port-au-Prince nel 1974. Nel 1996 Moise aveva sposato la sua compagna di classe Martine.

Da qualche mese era impegnato in un braccio di ferro con l’opposizione perché contestava la richiesta di lasciare il suo incarico il 7 febbraio 2021. Moise riteneva di aver diritto ad un altro anno di mandato mentre i suoi oppositori consideravano concluso il periodo della sua presidenza, forti di una norma della costituzione che fa partire il conto alla rovesca dal giorno dell’elezione e non dall’insediamento. Il suo giuramento era stato rinviato perché le elezioni, celebrate nel 2015, si erano concluse tra sospetti di brogli con un ballottaggio posticipato due volte per “problemi di sicurezza”.

Durante gli anni della sua presidenza non erano state convocate e celebrate come previsto le elezioni a livello locale e nazionale, mentre un referendum costituzionale in programma per il mese scorso era stato rinviato e programmato per settembre, assieme alle presidenziali e legislative.

All’inizio di quest’anno, di fronte a nuove proteste e – stando alle sue dichiarazioni – nel timore di un tentativo di colpo di stato voluto per ucciderlo, si era mosso per proteggere la propria posizione, ordinando l’arresto di 23 persone tra cui un giudice della corte suprema e un alto funzionario di polizia. I suoi oppositori avevano accusato il suo governo di alimentare la violenza politica fornendo alle bande armi e denaro per intimidire i suoi avversari.

I commenti sono chiusi.