In agricoltura si riscopre la trazione animale

Complice la crisi, gli agricoltori italiani riscoprono la trazione animale: il cavallo viene sfruttato per l’aratura, per la concimazione e anche per la raccolta
In agricoltura si riscopre la trazione animale. In tempi di crisi economica ed ambientale i contadini ritornano alle origini, abbandonano le nuove tecnologie e riscoprono la trazione animale per operazioni come l’aratura, la concimazione, la raccolta o il diserbo di erbe infestanti negli orti. In particolare gli agricoltori hanno riscoperto l’uso del cavallo in agricoltura per lavorare piccoli appezzamenti contenendo i costi e per preservare l’integrità del terreno. Il cavallo viene impiegato, oltre che per lavorare terreni e in orticoltura, anche per la fienagione e il trasporto di legna nel bosco.
La trazione animale in agricoltura non è qualcosa che mette a rischio la salute del cavallo. Basta conoscere, infatti, le esigenze dell’animale e prendersene cura, prestando attenzione all’addestramento, che dura un paio di mesi, e al rapporto tra animale e conducente.
La trazione animale non è mai stata abbandonata da Albano Moscardo, un agricoltore veronese che da oltre 20 anni utilizza con successo, oltre al trattore, anche la trazione animale. ‘All’estero questa pratica è molto diffusa – spiega Albano Moscardo – Negli Stati Uniti la utilizzano ben 200.000 aziende con superfici medie di 30-50 ettari, in Germania sono un centinaio, delle dimensioni medie di circa 15 ettari’.
(gc)




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