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Diagnosi Covid dal respiro, italiani testano dispositivo che ‘archivia’ tampone

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Roma, 28 mag. (Adnkronos Salute) – Scoprire il Covid-19 dal respiro. Si chiama ‘CoronaCheck’ ed un dispositivo portatile per la rilevazione del Sars-Cov-2 che potrebbe presto sostituire i tamponi antigenici e molecolari, perché in grado di individuare la presenza del virus dall’esalato ossia dall’aria espirata dal nostro corpo. Si tratta di una tecnologia di proprietà della Exhalation Technology Ltd, start-up britannica che ha scelto l’Irccs Maugeri di Telese Terme (Benevento) e il team di Mauro Maniscalco, primario dell’Unità operativa di Pneumologia riabilitativa, per effettuare la sperimentazione del device.

Maniscalco e i suoi hanno testato oltre 100 pazienti positivi presso il Covid Hospital di Boscotrecase (Na) dell’Asl Napoli 3 (primario Francesco Stefanelli), in collaborazione con l’Istituto di chimica biomolecolare del Cnr di Pozzuoli (responsabile Andrea Motta). “Il dispositivo – spiega Maniscalco – è in grado di rilevare la presenza o assenza del virus nel respiro di soggetti, sia positivi sia negativi, sintomatici ed asintomatici, tramite un sensore elettrochimico che potrebbe essere presto destinato alla produzione di massa per soddisfare le esigenze di screening a livello globale”. I maggiori punti di forza dello strumento – riferisce una nota – sono la rapidità di raccolta del campione e di analisi, e la non invasività, “un test capace di offrire un risultato in circa sei minuti”, nonché la facilità d’uso, “in quanto il campione non richiede nessuna ulteriore pratica di laboratorio, e la portabilità del dispositivo lo rende utilizzabile in ogni luogo”.

Exhalation Technology già collaborava con il team di ricercatori di Maniscalco: lo scorso luglio – ricorda la nota – aveva intrapreso una collaborazione per studi clinici riguardanti una precedente versione di CoronaCheck, Inflammacheck*, impiegata per la misurazione degli stati infiammatori delle vie respiratorie tramite il monitoraggio del perossido di idrogeno in Ebc nei soggetti affetti da patologie respiratorie croniche (Bpco, asma, fibrosi polmonare idiopatica, fibrosi cistica, ecc). “A causa del sopraggiungere della pandemia di Covid-19”, spiega lo pneumologo “l’azienda ha deciso di modificare internamente la tecnologia del proprio prodotto al fine di renderlo un rapido ed efficace strumento di screening del virus”.

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