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Africa: etnie, stati, lingue del continente e i danni del colonialismo

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Africa: la terra delle stupefacenti differenze, ma la stabilità è lontana, anche a causa del colonialismo

L’Africa non è un paese, è un continente intero in cui convivono straordinarie differenze e si mescolano popolazioni e linguaggi in tante nazioni per dare vita a una varietà culturale interessantissima.

Per vedere quante differenti etnie popolano il continente, il National Geographic ha pubblicato questa mappa:

Le etnie non corrispondono precisamente ai confini geografici degli stati: vi siete mai chiesti perché? Le ragioni sono molte, ma una delle principali è l’impatto che ha avuto il colonialismo europeo sul continente. Le nazioni europee hanno tracciato confini arbitrariamente senza considerare la ‘naturale’ divisione delle popolazioni, come si può osservare in questa mappa:

 

Il colore verde chiaro che contraddistingue la parte centrale del continente si riferisce ai parlanti lingue della famiglia Bantu. Questo perché la gran parte delle popolazioni che vivono in queste regioni sono discendenti della stessa popolazione Bantu che si espanse dal Delta del Niger verso tutta l’Africa centrale.

La tratta degli schiavi costrinse i figli dell’Africa ad arrivare nelle Americhe. I maggiori porti dove arrivavano gli schiavi diretti nel nuovo mondo erano in Brasile e nei Caraibi; negli Stati Uniti il porto più importante per questa tratta brutale era a Charleston, nel Sud Carolina.

Qui un’altra mappa del National Geographic che rappresenta il fenomeno. In rosso il percorso delle navi che arrivavano in Africa cariche di beni da vendere o scambiare: vestiti, munizioni, armi. In verde la tratta degli schiavi vera e propria, dall’Africa all’America. In nero il percorso di ritorno delle navi a casa cariche di zucchero, rum e tabacco.

Tra i problemi odierni dell’Africa vi è anche il bracconaggio: recentemente abbiamo assistito a una strage di rinoceronti in Sudafrica.

a.po

africa, colonialismo, nazioni, stati

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