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In vacanza nel faro, il nuovo albergo per nuovi turisti

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Un modo originale di trascorrere la vacanza che va sempre più di moda. I fari si sono trasformati da luoghi misteriosi in luoghi in cui rilassarsi e staccare la spina. Ve ne sono molti in Olanda, Norvegia, Inghilterra, ma la patria del faro è la Scozia. Richiesti una buona capacità di adattamento e una sensibilità ‘sostenibile’

Molto spesso sono sinonimo di mistero. Nascondono storie cupe, ospitano oscuri guardiani. Ma i fari, adesso, si vestono di nuovo: alberghi, bed&breakfast, alloggi per turisti. I “lighthouse hotel”, come vengono definiti. Posti – manco a dirlo – che puntano tutto sul silenzio, invogliano i turisti con la promessa – ovviamente mantenuta – di far passare loro giorni di assoluto relax tra mare, natura e panorami mozzafiato. In Italia c’è una sola possibilità di provare una simile esperienza: sul promontorio di Capo Spartivento, circa 50 kilometri a ovest di Cagliari, all’estremo sud della Sardegna. Di atmosfere torbide, in realtà, è rimasto ben poco in questa struttura: i 600 metri quadri su cui si è potuto contare comprendono 6 junior suites, una stanza singola e due mini appartamenti separati dal corpo centrale della struttura. Nessuna traccia di brulli scogli, ma una zona verde che si spalma su circa 3.000 metri quadrati. Per non farsi mancare nulla c’è anche la piscina. In Europa, come si può immaginare, l’offerta di “lighthouse hotel” è davvero vasta. Ce ne sono in Olanda, in Norvegia, in Inghilterra: dove la vacanza a stretto contatto con la natura impone un rigoroso adattamento alla sostenibilità ambientale. Ma la patria dei fari è la Scozia. Tra questi il Corsewall Lighthouse è tra i più famosi e antichi datato 1815, ma anche il Rua Reidh Lighthouse, nel paese di Melvaig, che è diventato un ostello. Una vacanza originale, dove staccare davvero dalla routine di tutti i giorni. (umberto di giacomo)

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