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Il Molise punta dell’Eco-responsabilita’. Ecco il pescaturismo

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La Giunta regionale ha dato il via libera a disposizioni per la valorizzazione di strutture, imbarcazioni e borghi, utilizzati dai pescatori per lavorare, che accoglieranno i turisti.

Il Molise non abbonda di coste marine, ma quelle esistenti sono dense di attività commerciali peschiere. Proprio facendo leva sulla miriade di piccole strutture dislocate lungo il versante adriatico, la Giunta regionale ha deciso di puntare sul “pescaturismo”. Sarà quella una delle strade principali per aumentare l’offerta turistica, soprattutto in vista dell’imminente stagione estiva. In pratica si punterà sul rinnovamento delle imbarcazioni o delle strutture portuali per far sì che possano accogliere adeguatamente flussi turistici, mostrando loro da vicino il volto della pesca e delle attività ad essa connesse. L’impulso decisivo è stato dato dall’assessorato all’Agricoltura, su proposta del quale la Giunta regionale ha approvato, alla fine di aprile, la “Disciplina regionale attuativa in materia di pescaturismo e ittiturismo”. Un provvedimento in linea con le direttive indicate dal ministero dell’Ambiente nella  “Strategia nazionale per la biodiversità: un percorso condiviso e partecipato”: lì vengono individuati alcuni criteri di sviluppo ambientale, da conseguire entro il 2020, tra cui proprio il “pescaturismo e l’ittiturismo”. L’idea del ministero è di promuovere, “oltre alle finalità ricreative e culturali, la corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse ittiche mediante ad esempio la creazione di reti interregionali di località destinate a tali attività”. Grazie all’ittiturismo si potranno integrare le offerte turistiche con una serie di servizi a terra. Molto allettante l’idea: i turisti verranno ospitati nelle caratteristiche abitazioni degli antichi borghi pescherecci e potranno godere dei servizi di ristorazione a base delle specialità tipiche regionali o locali. Ma ci sarà anche un altro aspetto, responsabile da un punto di vista ambientale: l’ittiturismo, infatti, comprende anche tutte quelle attività ricreative e culturali che sono finalizzate alla corretta fruizione degli ecosistemi acquatici e delle risorse di pesca e alla valorizzazione di tutti gli aspetti socioculturali del mondo dei pescatori. (Umberto Di Giacomo)


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