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Roma, bus senza benzina. Il comune mette una toppa

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Il trasporto pubblico di Roma a rischio stop. Giornata di allarme, poi interviene il Comune a garanzia dei debiti. Si attende la decisione dei giudici

Giornata di passione per il trasporto pubblico capitolino. La città si è svegliata temendo un imminente blocco dei bus, e non per il  maltempo preannunciato, ma a causa del debito di 77 milioni di euro che Atac, la municipalizzata che gestisce i trasporti, ha nei confronti di Roma Tpl (azienda che gestisce alcune linee periferiche e notturne). Per farla breve: il gasolio è garantito fino al 25 novembre. Poi si vedrà.

Solo questa sera è arrivata una boccata d’ossigeno: il Comune di Roma ha stanziato 77 milioni a garanzia del debito della sua municipalizzata. Ciò dovrebbe scongiurare il pignoramento della somma dovuta e il conseguente blocco del servizio.

Significa che se il giudice dovesse costringere Atac al pagamento, l’onere si sposterebbe sul Comune di Roma. Nell’immediato ciò dovrebbe impedire che cittadini romani rimangano letteralmente a piedi o che il traffico privato, un problema cronico della città, aumenti a dismisura.

Il secondo respiro di sollievo della giornata è rappresentato dall’agognata autorizzazione all’apertura della metro C: se i bus rimarranno senza benzina, per lo meno ci sarà un’alternativa su rotaia per coloro che vivono tra il Parco di Centocelle e Pantano (i due capolinea della nuova tratta).

Se il pericolo giudiziario sembra scongiurato, rimane l’incognita maltempo per tutti coloro che dovranno muoversi a Roma nei prossimi giorni. Si temono i consueti disagi dovuti alla pioggia, l’attesa del bus potrebbe diventare come la città: eterna.

a.po

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