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Lavoro, fare sistema per rilanciare il Sud Italia

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(Adnkronos/Labitalia) – Fare sistema per sostenere il tessuto produttivo del Sud Italia. E’ stato questo il filo conduttore del webinar organizzato da Cfi-Cooperazione finanza impresa e associazione Merita, che ha visto la partecipazione di importanti attori impegnati per costruire un nuovo futuro per il Mezzogiorno.

Un convegno e una tavola rotonda, coordinati dal presidente Mauro Frangi e dal presidente onorario di Merita, Claudio De Vincenti, che hanno messo a confronto, con proposte concrete, il prefetto Bruno Corda, direttore dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata, Giuseppe Massafra, segretario confederale Cgil, Carlo Borgomeo, presidente Fondazione per il Sud, Camillo De Berardinis, Amministratore delegato di Cfi, Giampiero Castano, senior advisor relazioni industriali e crisi di impresa, Alberto Zevi, docente di Economia all’Università la Sapienza di Roma. Al webinar hanno preso parte, per Invitalia, i dirigenti Vincenzo Durante e Pietro Bracci Testasecca.

Alessandro Viola, responsabile dell’area istruttorie di Cfi, ha illustrato i punti cardine della Nuova Marcora, ossia i finanziamenti agevolati in favore della nascita, lo sviluppo e il consolidamento di società cooperative di piccole e medie dimensioni varati con il decreto ministeriale del 4 gennaio 2021 sottolineando come “stimoli la capitalizzazione dei lavoratori e sia uno strumento fondamentale nei Wbo ad alto impatto occupazionale per i quali è, inizialmente, difficile reperire risorse attraverso il credito”.

Durante ha illustrato le opportunità offerte da Resto al Sud, fondo che sostiene la nascita e lo sviluppo dell’autoimprenditorialità nel meridione d’Italia e con essa la possibilità per i giovani meridionali di costituire imprese cooperative, utilizzando in modo complementare le risorse della legge Marcora. Ad oggi i progetti presentati sono 21.780, 8.100 quelli già approvati. Bracci Testasecca ha presentato il fondo agevolato, recentemente rifinanziato in legge di bilancio, per il recupero delle aziende sequestrate e confiscate alla criminalità organizzata: un importante strumento per ricostruire presidi di legalità e di economia sana in tante realtà territoriali.

“Uno strumento importante per il riscatto del Sud – ha evidenziato il prefetto Bruno Corda, direttore dell’Anbsc – è la collaborazione tra l’Agenzia e le associazioni imprenditoriali e sindacali, gli strumenti finanziari come Cfi per individuare le modalità con la quale i lavoratori di un’azienda confiscata o sequestrata possano reimmettersi sul mercato e al tempo stesso quanto sia importante che intorno alla cooperativa si crei un tessuto socio-economico che possa sostenerla e accompagnarla”.

“La rete e il lavoro funzionano – ha sottolineato Giampiero Castano – se insieme alle risorse finanziarie vengono messe a disposizione competenze e, quando occorra, manager in grado di fornire la propria esperienza per l’impresa che nasce”.

Un percorso certo non facile ma possibile, nel quale la legge Marcora ha un ruolo centrale, in particolare in caso di intervento su aziende rigenerate dai lavoratori (Wbo).

Per l’amministratore delegato di Cfi, Camillo De Barardinis la chiave è ‘fare sistema’. “Serve – ha sottolineato – un impegno comune tra soggetti diversi che concorrano, ognuno nel proprio ruolo, a realizzare un obiettivo comune: la nascita di nuove imprese, la crescita e la salvaguardia dell’occupazione. Fare rete, lavorare insieme, ci permette di rafforzare l’azione di promozione, l’assistenza e la gamma degli strumenti finanziari che possiamo mettere a disposizione”.

E sui Wbo, in particolare, si è soffermato nelle conclusioni, il presidente Alleanza della cooperative italiane, Mauro Lusetti, secondo il quale “dietro un Wbo non c’è mai solo un fatto economico, c’è un tema di riscatto, c’è un tema di salvaguardia della vita di intere comunità. Dobbiamo fare una cooperazione che ci consenta di essere incisivi per la valorizzazione delle persone”.

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