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Coronavirus: Ericsson, forte l’impatto su rapporto tra anziani e tecnologia

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Roma, 11 feb. (Labitalia) – Al giorno d’oggi, le persone anziane sono più connesse a Internet che mai, la pandemia ha avuto un impatto significativo sul loro rapporto con la tecnologia. A dirlo Ericsson che all’Adnkronos/Labitalia rivela i risultati dello studio ‘Keeping consumer connected in a Covid-19 context’ che ha indagato gli impatti della diffusione del coronavirus sulla connettività e sull’uso delle tecnologie da parte degli utenti in 11 paesi del mondo, tra cui l’Italia. Per gli anziani, se da un lato l’utilizzo di internet ha subito un’importante accelerazione, trovando nella connettività un mezzo per sconfiggere la solitudine e la minor mobilità, dall’altra ha visto il divario digitale con le generazioni più giovani crescere ulteriormente a causa del considerevole aumento da parte di questi ultimi dell’utilizzo della rete, dove si sono trasferite la gran parte delle loro attività quotidiane.

Per tutto il periodo in cui le persone anziane sono state costrette a rimanere in casa, la solitudine e la riduzione della mobilità sono state alleviate dall’aumento dell’uso di dispositivi e servizi Internet. Quasi tutti gli intervistati, 9 su 10, hanno affermato che i loro dispositivi e la connettività hanno rappresentato un valido aiuto nella loro quotidiana. Infatti, fino a 3 persone su 4 hanno trovato supporto dal contatto online con i propri amici e familiari. Ma la tecnologia ha fornito anche un aiuto per quanto riguarda la spesa e la consegna di generi alimentari, altre forme di acquisto online, fare esercizio fisico e accedere all’assistenza sanitaria. In un confronto tra il 2016 e il 2020, le persone di età compresa tra i 65 e 74 anni hanno sensibilmente aumentato l’utilizzo dello smartphone per la navigazione su Internet quotidiana: se nel 2016 riguardava solo la metà di loro, nel 2020 il dato è arrivato all’81%. L’utilizzo dello smartphone è aumentato considerevolmente anche per la visione di brevi video che viene svolta quotidianamente da circa la metà degli intervistati, mentre nel 2016 riguardava solo 2 persone su 10. Anche l’uso delle videochiamate è aumentato in questi anni, dal 16% al 38%.

Dal punto di vista della salute, con l’inizio della pandemia lo scorso anno, 3 persone in età avanzata su 10 hanno scaricato una app collegata al coronavirus, e 2 su 10 hanno utilizzato una app di consulto remoto con un operatore sanitario. Inoltre, a seguito della crisi, circa il 20% degli intervistati ha aumentato o ha iniziato ad avvalersi dell’acquisto di forniture mediche online. Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), entro il 2050 ci saranno quasi due miliardi di persone di età superiore ai 60 anni. Insieme a una rete mobile affidabile, l’apprendimento delle competenze digitali è fondamentale per gli anziani se vogliono trarre vantaggio dallo sviluppo di soluzioni tecnologiche, molte delle quali miglioreranno la loro qualità di vita.

E’ necessario, quindi, continuare a migliorare il modo in cui gli anziani accedono e utilizzano i loro dispositivi e Internet, per permettergli di beneficiare delle soluzioni tecnologiche. Di seguito vengono identificati cinque gruppi di persone anziane in relazione alla loro interazione con i loro dispositivi e all’utilizzo di Internet. I primi due gruppi identificati sono quelli che faticano maggiormente ad avvalersi dei dispositivi e della connettività e vengono denominati rispettivamente ‘old traditionalists’ e ‘striving pensioners’. Insieme, costituiscono quasi la metà delle persone in età avanzata che utilizzano Internet e sono maggiormente a rischio di rimanere indietro quando viene introdotta una nuova tecnologia sul mercato. Molti degli ‘old traditionalists’ non hanno figli e spesso affermano di sentirsi soli e di non vedere i loro parenti di frequente. Si avvalgono dei dispositivi in maniera inferiore rispetto alla media delle persone anziane e svolgendo di conseguenza meno attività online e offline. In tutti i paesi esaminati, questo segmento è composto da circa il 20% delle persone in età avanzata.

Allo stesso modo, un numero ridotto di ‘striving pensioners’ ha figli e vivono da soli più spesso rispetto alla media, con maggiori problemi di salute o restrizioni finanziarie che limitano la loro qualità di vita. I membri di questo segmento hanno relativamente pochi dispositivi, ma guardano la televisione più spesso di altri. Questo segmento costituisce il 26% delle persone appartenenti alla fascia d’età 65-74 anni. Il segmento chiamato ‘sociable grandparents’ è formato dal 25% di persone di età compresa tra i 65-74 anni ed è composto da un numero superiore alla media di persone sposate e che socializzano con gli amici. E’ interessante notare che sono soggetti meno propensi degli altri a pensare che saranno più soli man mano che invecchiano. Per quanto riguarda i dispositivi e l’utilizzo di Internet, sono a un livello medio. I due segmenti rimanenti, circa 3 su 10 di tutti gli intervistati in età avanzata, sono i due segmenti che utilizzano dispositivi e Internet più della media. Il primo di questi è denominato ‘mature life connoisseurs’. Le persone di questo segmento sono spesso sposate, ben istruite e con un reddito superiore alla media. Questo si riflette nel tipo di vita che conducono, poiché consumano di più, socializzano maggiormente, sono più attive fisicamente e utilizzano maggiormente tutti i tipi di dispositivi, da smartphone e tablet, a Internet tv e allarmi domestici connessi.

Sono anche molto consapevoli di ciò che sta accadendo nella società, preoccupandosi, ad esempio, del cambiamento climatico. I ‘mature life connoisseurs’ rappresentano circa il 13% degli anziani di età compresa tra 65 e 74 anni nei paesi esaminati. L’ultimo segmento è denominato ‘ageing techies’ e si riferisce a coloro che utilizzano dispositivi e connettività principalmente per il loro interesse nella tecnologia. Sono spesso ben istruiti, attivi e socievoli. Dato il loro entusiasmo per la tecnologia, hanno più dispositivi e utilizzano Internet più spesso della media. Il segmento è costituito dal 16% delle persone di età compresa tra i 65 e i 74 anni nei paesi esaminati.

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