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Calderone: “Tra ammortizzatori e burocrazia, consulenti del lavoro in piazza per ribadire cosa non va”

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Roma, 28 lug. (Labitalia) – “Domani scenderemo in piazza per spiegare, o meglio ribadire, cosa non ha funzionato in questi mesi nella gestione degli ammortizzatori sociali emergenziali e le problematiche che abbiamo affrontato come consulenti del lavoro per far fronte alle esigenze di imprese e lavoratori per le richieste di sussidio”. Così Marina Calderone, presidente del Consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro, intervista da Adnkronos/Labitalia, presenta la mobilitazione dei consulenti del lavoro, in programma domani dalle 15 in piazza Monte Citorio, nel corso della quale presenteranno ai parlamentari un dossier su cosa non ha funzionato in materia di ammortizzatori sociali e sulle criticità burocratiche affrontate in questi mesi

Nel mirino di Calderone e dei consulenti del lavoro “lungaggini burocratiche, normative incongruenti, circolari intempestive e tempistiche certamente non adatte a fronteggiare una situazione emergenziale come quella che il Paese sta ancora vivendo”, avverte.

“Abbiamo più volte in questi mesi -ribadisce Calderone- avanzato richieste, fornito il nostro contributo e sottoposto alcune proposte. Queste ultime, però, sono state spesso inascoltate. Crediamo sia giunta l’ora che il Parlamento si faccia carico della situazione in tutta la sua complessità e drammaticità e trovi un’immediata soluzione normativa”, aggiunge.

E sul tema degli ammortizzatori sociali i consulenti del lavoro hanno le idee ben chiare. “Nella prospettiva -spiega Calderone- di una vera semplificazione in materia di ammortizzatori sociali, crediamo che la strada da seguire sia quella di introdurre un ammortizzatore sociale unico, perché unica la motivazione della richiesta di cassa integrazione in questi mesi di emergenza. Una proposta da noi già formulata nel corso del dibattito parlamentare per la conversione in legge del dl n. 18/2020 ma mai recepita. E con evidenti danni sotto gli occhi di tutti”.

“Dall’inizio della pandemia -ribadisce Calderone- si è generato un sistema che nella fase di attuazione ha creato diverse confusioni nelle procedure operative, regalandoci quasi 30 modi diversi per richiedere lo stesso sussidio, rallentando in questo modo le tempistiche di erogazione degli aiuti, creando difficoltà ad aziende e professionisti e lasciando ancora oggi molti lavoratori in attesa di percepire la cassa integrazione del mese di maggio”, rimarca.

E per Calderone il Recovery fund e gli altri aiuti europei “ci auguriamo vengano spesi in maniera oculata per far ripartire l’economia e di conseguenza far tornare a crescere il Paese duramente colpito da questa pandemia. A partire dai nuovi investimenti nelle infrastrutture, viarie e digitali, che possano consentire una vita e un lavoro dignitosi”.

E ancora, sottolinea Calderone, “pensiamo all’esperimento dello smart working emergenziale, o meglio home working, nel nostro Paese con aziende del tutto impreparate ad organizzare e gestire questa modalità di lavoro che non è una novità per altri Paesi europei. Una cultura del lavoro non radicata in Italia soprattutto perché il nostro Paese non è in grado di garantire una copertura uniforme su tutto il territorio nazionale di banda larga”.

E ancora, per la leader dei professionisti, “interventi per ridurre significativamente il cuneo contributivo e fiscale che nel nostro Paese è troppo alto e per incentivare l’occupazione giovanile nuove forme di flessibilità che intercettano le esigenze di un mondo del lavoro in cambiamento”, aggiunge ancora Calderone.

E per i prossimi mesi, se non ci saranno inversioni di rotta, secondo Calderone le previsioni per i professionisti non sono delle più rosee. “Certamente un autunno caldo per tutte le professioni italiane che hanno subito perdite di fatturato al pari di tante altre attività economiche del Paese e sono stati esclusi da aiuti e contributi per far fronte al periodo difficile di questi mesi. E siamo certi che gli effetti del lockdown non si esauriranno nel breve periodo”, sottolinea Calderone.

“Per questo, è necessario -spiega Calderone- che il governo rivaluti il contributo delle professioni italiane, anche in termini di sussidiarietà, nelle prossime occasioni. I consulenti del lavoro, inoltre, dopo mesi di incessante lavoro, anche notturno, saranno ancora alle prese con la proroga già annunciata degli ammortizzatori sociali e probabilmente con nuove misure che, se gestite con le modalità utilizzate finora, porteranno ulteriore confusione”.

“Senza dimenticare -aggiunge Calderone- le scadenze fiscali di settembre. L’autunno, dunque, dipenderà da come il governo deciderà di gestire gli ultimi mesi dell’anno e se ci sarà la disponibilità nell’ascoltare più i professionisti su alcuni processi tecnici, fondamentali per gestire meglio e con più tempestività problematiche già riscontrate in questa prima fase di emergenza”, conclude.

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