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Ecolamp lancia furgoncino per la raccolta delle lampadine a basso consumo

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Gia’ attivo a Milano, il furgoncino  Ecolamp per la raccolta delle lampadine partirà dal 4 febbraio anche a Torino. L’obiettivo e’ attivare un servizio analogo in tutte le grandi città

 

Consumano poco ma contengono sostanze pericolose, come il mercurio. Per questo c’è bisogno di smaltirle nei modi adeguati. Le lampadine fluorescenti hanno lunga vita ma prima o poi ci abbandonano. E non vanno mai gettate tra i rifiuti indifferenziati. Anche perché le tecnologie oggi a disposizione consentono di riciclare quasi il 99% dei materiali, recuperando la totale quantità di vetro e i residui metallici di cui sono composte.

Purtroppo, al di là delle isole ecologiche, viene quasi ignorato il decreto del Ministero dell’Ambiente del 2010 che obbliga i rivenditori a ritirare le lampadine gratuitamente e nel rapporto di una a una. Da giugno 2010, in teoria, tutti i cittadini possono consegnare ai negozianti l’apparecchiatura non più funzionante da buttare, quando ne acquisteranno una nuova equivalente. Il problema è che spesso i negozianti rifiutano di prendere la lampada usata.

“Purtroppo non ci sono i controlli e loro preferiscono evitare il costo della raccolta” ci spiega Fabrizio D’Amico, direttore generale di Ecolamp, Consorzio per il recupero e lo smaltimento di apparecchiature di illuminazione. “E per questo che Ecolamp ha avviato grazie a un accordo con AMSA (Azienda Milanese Servizi Ambientali), la sperimentazione della raccolta straordinaria di lampadine esauste all’interno della città di Milano. Un camioncino facilmente riconoscibile e dedicato alla raccolta delle sorgenti di illuminazione esauste, si ferma, secondo un itinerario a cadenza mensile, nei pressi dell’ingresso di alcune scuole e punti vendita della distribuzione. La nostra esperienza ci dice che quanto più le amministrazioni comunali si sforzano di distribuire omogeneamente sul territorio le isole ecologiche tanto più la raccolta avrà successo. Per questo noi abbiamo cercato di venire incontro alla esigenze dei consumatori”.

La sperimentazione a Milano è andata così bene che Ecolamp ha deciso di estenderla anche ad altre città. “Dal 4 febbraio, grazie all’accordo concluso con Amiat lo stesso servizio partirà anche a Torino e a breve anche a Venezia – annuncia il direttore del Consorzio – Il nostro obiettivo è arrivare nel 2014 a attivare il servizio nelle grandi città, comprese Firenze e Roma. Con queste iniziative vogliamo informare e sensibilizzare i cittadini sulla corretta modalità di smaltimento delle lampade a risparmio energetico, incentivare l’uso del conferimento ‘uno contro uno’ presso i punti vendita, incrementare la raccolta differenziata. Anche perché le nuove direttive europee ci chiedono di raggiungere obiettivi sempre più ambiziosi”.

E se il nostro negoziante rifiuta di prendere in consegna la lampada usata anche se noi ne abbiamo acquistata una nuova nel suo negozio che possiamo fare?

“Il consumatore può impuntarsi e esigere che la sua lampadina venga ritirata. In estrema ipotesi potrebbe chiamare i vigili urbani e denunciare che non viene rispettata la legge. Capisco che si tratta di un atteggiamento estremo però è giusto che i consumatori chiedano il rispetto della legge e il superamento di questo atteggiamento scorretto dei distributori”.

Anche perchè i consumatori pagano nel prezzo della lampadina un eco contributo per la raccolta  e il trattamento dei rifiuti RAEE. Nel caso delle lampadine si tratta di qualche centesimo in più, destinato a coprire proprio i costi di smaltimento. 

Secondo i dati Ecolamp, la raccolta delle lampadine usate è in crescita, ma con enormi differenze da regione a regione. Nel 2013 il Consorzio ha raccolto oltre 1.905 tonnellate di lampadine a basso consumo. Lombardia, Veneto e Piemonte rappresentano l’eccellenza nella raccolta di lampadine esauste in Italia: da sole le tre grandi regioni coprono, per Ecolamp, il 54 per cento del totale nazionale.  

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ecolamp, lampade basso consumo, lampadine, riciclo, rifiuti

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