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Carta pregiata dagli scarti di frutta e verdura, per salvare gli alberi

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La carta puo’ essere ricavata dagli scarti delle lavorazioni di mais, agrumi, kiwi, olive, mandorle, nocciole e caffe’

Dagli scarti di frutta e verdura si ottiene la carta pregiata: bucce e polpa di arancia avanzate dalla produzione di succhi e spremute, residui di mais, olive, mandorle, nocciole, kiwi e caffè,  possono essere trasformati, dopo un complesso procedimento, in bobine di carta. A sperimentare il nuovo prodotto è stata la cartiera Favini, che negli ultimi anni si impegna a fare importanti passi avanti sulla strada della sostenibilità. Anche l’energia con cui viene prodotta la carta, infatti, è green: % autoprodotta grazie alle turbine che generano forza idrica trasformata in elettricità.

La carta che nasce da frutta e verdura è realizzata solo con materiali di scarto, che altrimenti finirebbero in discarica. La cartiera Favini acquista, per esempio, ciò che resta delle arance dopo la spremitura, dopo che aziende specializzate nei dolcificanti hanno estratto la pectina, e quelle cosmetiche le essenze e, addirittura, dopo che aziende di pneumatici hanno estratto gli oli e la gomma che va a sostituire parte del petrolio nei battistrada. La carta ecosostenibile viene ricavata, quindi, da un prodotto ormai non utilizzabile. Ogni anno in Italia 1 milione di tonnellate di arance è destinato alla produzione di succhi di frutta, salvando dalla discarica una parte delle bucce del frutto è possibile salvare anche ambiente e alberi.

Per realizzare la carta dalla frutta sono stati fatti tanti esperimenti: una carta pregiata è quella che si ottiene dal pergamino, la pellicola che ricopre il chicco di caffè. Ai consumatori la carta che si ottiene dalla frutta dovrebbe costare circa il 20% in meno rispetto a un prodotto in cellulosa.

(gc)

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