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Vinitaly 2026, sistema Italia compatto a sostegno del settore

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(Adnkronos) –
Al via domenica 12 aprile a Verona la 58esima edizione di Vinitaly, che si presenta con il quartiere fieristico al completo e 4mila aziende in rappresentanza di tutte le regioni. Fino al 15 aprile, Veronafiere torna così a essere il baricentro internazionale del business del vino, con oltre 100 appuntamenti in calendario tra approfondimenti, degustazioni e nuovi format. Al centro dell’edizione 2026, il consolidamento della proiezione internazionale della manifestazione, sostenuta da un piano di incoming mirato da 70 nazioni realizzato da Veronafiere e Ita-Italian Trade Agency. Sono oltre 1.000 i top buyer selezionati a cui si aggiungono migliaia di operatori professionali da circa 130 Paesi. Consegnati i Premi Vinitaly 2026: Vinitaly international Italia ed estero rispettivamente a Lamberto Frescobaldi e Antonio Stopper; alla Carriera per Attilio Scienza; Cent’anni di eccellenza a Valdo Spumanti e al Consorzio di tutela vino Bardolino. Realizzati da Venini, realtà del vetro artistico di Murano, i premi consistono in bottiglie in vetro soffiato eseguite con la tradizionale tecnica delle canne nei colori esclusivi Lattimo e Magenta. La caraffa disegnata da Gio Ponti andrà invece al Miglior format ristorazione 2026 che va a Gucci Osteria da Massimo Bottura. Nel dettaglio della domanda internazionale legata al programma di incoming, il Nord America si conferma in posizione di vertice: 200 operatori complessivi tra Stati Uniti e Canada, inclusi i buyer dei principali monopoli – Lcbo, Saq, Anbl e Nslc. Fuori dall’Unione europea, si consolida il peso dell’Asia, con la Cina a guidare una delegazione di quasi 60 tra importatori e distributori. In crescita anche India, Giappone e Thailandia (mercati che ospitano le tappe estere di Vinitaly) insieme a Vietnam, Corea del Sud, Singapore, Malesia e Filippine, per un totale che sfiora i 70 top buyer. L’America Latina si distingue per numerosità nel programma di incoming 2026, con Brasile e Messico tra i mercati più dinamici e circa 50 super acquirenti coinvolti. Espansione significativa anche per il continente africano, che amplia il proprio perimetro a 10 Paesi: Marocco, Burkina Faso, Etiopia, Tanzania, Camerun, Nigeria, Mozambico, Angola, Ghana e Kenya. In Europa, Germania e Paesi nordici confermano il posizionamento consolidato del vino italiano, mentre si rafforza la presenza dell’Est Europa, a partire dal Kazakistan, tappa del roadshow Vinitaly. A questi si affiancano gli operatori esteri presenti autonomamente in fiera, al di fuori del programma di incoming: gli Stati Uniti si confermano primo Paese di provenienza, seguiti da Germania, Svizzera, Regno Unito, Belgio, Paesi Bassi e Canada. 
—economiawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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