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Verissimo, Martina Nasoni dopo il trapianto: “Ho accompagnato il mio vecchio cuore alla morte”

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(Adnkronos) – "Ho accompagnato il mio vecchio cuore alla morte. Dopo il trapianto ho iniziato a vivere". Martina Nasoni ospite oggi, sabato 22 novembre, a Verissimo ha parlato della sua nuova vita dopo il trapianto di cuore. "È successo tutto in tempi molto lunghi… quando è arrivata la chiamata non è stato molto semplice accoglierla. La prima cosa che ho pensato è stata 'no'. Poi ho ripensato a tutti quegli anni passati dietro alla mia patologia al cuore e mi sono detta 'questo è un regalo che Martina si deve fare'", ha esordito così Nasoni nel salotto di Silvia Toffanin.  La sua infanzia è stata particolare, segnata dalla battaglia contro una cardiomiopatia: "Non potevo correre, non potevo fare quello che facevano gli altri. Non è facile quando sei piccolo spiegare agli altri quello che stavo vivendo. Avevo 3 anni quando ho iniziato a prendere le medicine, per me inizialmente era normale poi mi ho cominciato a farmi delle domande".  Martina ha ricevuto il primo pacemaker a 12 anni: "Ero una bambina, sapevo cosa fosse perché lo portava già la mia mamma. La mia adolescenza in quel momento è venuta a mancare". Martina ha raccontato di essere stata bullizzata nel corso della sua adolescenza: "La scuola non può essere un campo minato, deve essere un porto sicuro".   "I medici hanno voluto darmi una vita migliore a 27 anni". Il 19 agosto Martina ha salutato il suo vecchio cuore: "È stato un momento intenso. L'ho salutato come fosse mio figlio. Ho iniziato a chiedergli scusa perché avrei voluto portarlo con me anche nelle altre avventure di vita, ma non era possibile. L'ho accompagnato verso la morte piano piano, cercando di calmarlo. Gli ho detto 'sei stato grande, hai retto più del dovuto però è arrivato il momento di riposare'", ha detto Martina Nasoni in lacrime.  "Questo nuovo cuore è bravo e forte", ha aggiunto col sorriso stavolta. "È stato come accogliere una nuova vita dentro di me, grazie a un'altra persona io sono qui e sto raccontando questa storia, mi ha permesso di iniziare a vivere". Martina ha dato un nome al suo nuovo cuore: "Quando l’ho visto la prima volta, non so perché ho detto: "Lui è Liam". Gli ho dato un nome. Non so nulla della persona che me l’ha donato, ma l’ho sentito mio da subito e ho cercato di fargli strada dentro di me." 
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