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**Ue: Conte, ‘no a freno d’emergenza su piani nazionali’**

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Bruxelles, 18 lug. (Adnkronos) – La proposta di attivare una sorta di ‘freno d’emergenza’ per l’attuazione dei piani nazionali di ripresa e resilienza nel caso di mancanza di consenso tra i Paesi “non” va bene all”Italia. “Io stesso ho rappresentato, nonostante la generosità dell’impegno e dello sforzo” del presidente del Consiglio Europeo Charles Michel, “che è una proposta che non riteniamo spendibile”. Lo dice il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, rientrando in hotel al termine della prima giornata di lavori del Consiglio Europeo, intorno a mezzanotte e mezza, a Bruxelles.

“Ho avanzato – continua Conte – una proposta italiana alternativa, ma abbiamo ancora bisogno di lavorare”. Il cosiddetto freno di emergenza “riguarda la governance per la fase attuativa dei piani, ma ci sono anche altri aspetti dei quali stiamo discutendo. Non si tratta di porre il veto. L’Italia è molto ambiziosa, non solo per difendere i propri interessi, che è senz’altro vero, ma anche perché difende una proposta della Commissione”.

“Stiamo difendendo – sottolinea Conte – le prerogative della Commissione: siamo anche disponibili ad entrare nella logica della revisione di qualche dettaglio, ma non ad accettare una soluzione di compromesso che alteri non solo l’equilibrio tra le istituzioni europee, che per noi è una linea rossa, ma anche l’ambizione, per quanto l’ammontare dell’intervento con il Recovery e anche il bilanciamento interno tra sussidi e prestiti. Dobbiamo essere chiari: serve un programma che favorisca la ripresa europea. Deve avere caratteristiche di adeguatezza, proporzionalità ed effettività. Se manca uno di questi aspetti, vuol dire che non è ben strutturato né funzionale. Il programma deve essere effettivamente perseguibile: se frapponiamo ostacoli operativi lo rendiamo inefficace – conclude – e non serve a nessuno”.

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