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Ucraina: Soleterre, nasce nuova struttura d’accoglienza nell’oblast di Leopoli

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Roma, 18 nov. (Adnkronos) – Fondazione Soleterre inaugurerà domenica prossima una nuova struttura di accoglienza a Neslukhiv, nell’oblast ucraina di Lviv. Un progetto – nato in collaborazione con il proprio partner ucraino Fondazione Zaporuka e con il contributo di Fondazione Rosa Pristina e Fondazione Prosolidar – per ospitare famiglie di profughi provenienti da zone occupate e distrutte dall’esercito russo, nel Donbass, Kharkiv, Kherson, che hanno perso ogni bene.

Grazie ai lavori di demolizione e riqualificazione di un ostello dismesso nel comune di Neslukhiv, avviati nel mese di agosto, Soleterre ha creato una struttura capace oggi di accogliere 30 famiglie – tra di loro alcune con bambini malati di cancro, persone disabili e anziani – che potranno alloggiare in appartamenti autonomi con cucina, camera e bagno, da destinare a un totale di circa 100 persone, con l’intento di restituire loro dignità e un luogo in cui preservare la propria identità. Il progetto prevede, inoltre, il supporto economico e psico-sociale di cui hanno bisogno per far fronte ai problemi emotivi e materiali che stanno sperimentando. All’interno della struttura sono stati ricavati anche un ambulatorio per le visite mediche e per il supporto psicologico continuativo, oltre a spazi verdi con scivoli e giochi per bambini.

“Costruire una casa mentre piovono bombe è un modo per fare vincere la vita contro la morte – ha dichiarato Damiano Rizzi, presidente di Fondazione Soleterre – Oltre che un atto concreto di pace che riporta oltre 100 persone che non hanno più un tetto sopra la testa a tornare a vivere da esseri umani. È fondamentale ricreare un ambiente di vita consono soprattutto per i bambini, così da aumentare la loro capacità di riprendersi dal trauma della perdita. Spesso, nella distruzione delle loro case, hanno perso familiari e amici. La guerra, lo vedono ogni giorno i nostri psicologi in Ucraina, distrugge soprattutto i legami familiari e sociali e per quasi il 70% dei bambini significa fare i conti tutti i giorni con tristezza, paura, rabbia e preoccupazione. Una struttura d’accoglienza, dove la condivisione e il mutuo supporto sono cruciali, diventa un fattore protettivo da cui ripartire”.