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**Ucraina: domani comunicazioni Draghi, si lavora a risoluzione unitaria**

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Roma, 28 feb. (Adnkronos) – Confronto in corso tra le forze politiche per arrivare all’elaborazione di una risoluzione da presentare e votare domani al Senato e alla Camera dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio, Mario Draghi, sulla crisi ucraina. Una prima riunione tra i capigruppo e i rappresentanti dei partiti si è svolta questa mattina in commissione Esteri della Camera e in serata è previsto un nuovo confronto, durante il quale si discuterà su una bozza predisposta dal presidente, Piero Fassino, in base alle indicazioni emerse, per arrivare poi alla stesura del testo definitivo. Da capire se il documento presentato sarà lo stesso sia a palazzo Madama che a Montecitorio.

È quasi certo che si giungerà ad una risoluzione unitaria condivisa da maggioranza e opposizione, che già nella riunione di questa mattina si sarebbero trovate d’accordo sui punti da inserire: condanna dell’attacco all’Ucraina da parte della Federazione Russa; solidarietà con il popolo ucraino; disponibilità all’accoglienza dei profughi con relativi provvedimenti; sì a misure drastiche in generale e alle sanzioni in particolare, con sostegno alle imprese colpite dagli effetti della guerra in corso.

Nel testo verrebbe poi espressa la necessità di continuare a perseguire ogni tentativo per una soluzione politico-diplomatica, visti i gravi rischi che porterebbe con sè per l’intera Europa un’escalation del conflitto. In questo contesto si inserisce la questione dell’invio di mezzi e materiali militari, di cui si occuperà oggi pomeriggio il Consiglio dei ministri e oggetto di ulteriori confronti tra le forze politiche.

Se infatti c’è accordo sulla necessità di offrire sostegni all’Ucraina, soprattutto sul piano umanitario, più delicato è appunto il tema degli armamenti, soprattutto per quanto riguarda quelli definiti letali. Sull’argomento ha già espresso ieri la sua contrarietà il segretario della Lega, Matteo Salvini; perplessità si registrerebbero anche all’interno di Leu, mentre divisioni emergono nell’ambito del Movimento 5 stelle.

Se infatti non esita a dichiararsi contrario il presidente della commissione Esteri del Senato, Vito Petrocelli, considerato ‘filorusso’, secondo la posizione ufficiale del Movimento l’attuale “situazione giustifica anche l’adozione, da parte dell’Italia nel quadro dell’Unione europea, di iniziative di sostegno che consentano all’Ucraina di esercitare il diritto alla legittima difesa e di proteggere la sua popolazione contro l’aggressione militare”.

Una questione delicata che richiede una prudenza che sarebbe comunque condivisa da tutte le forze politiche e che quindi in queste ore sarà oggetto di ulteriori approfondimenti, prima di arrivare alla stesura della risoluzione.

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