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Ucraina, a Kiev la riunione informale dei ministri degli Esteri Ue. Tajani: “Obiettivo pace giusta”

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(Adnkronos) – Anche il vicepremier Antonio Tajani oggi in Ucraina per prendere parte alla riunione dei ministri degli Esteri Ue, organizzata in occasione del quarto anniversario del massacro di Bucha. Prima dell'inizio dei lavori a Kiev, le commemorazioni organizzate dalle autorità ucraine per rendere omaggio alle vittime delle atrocità commesse dall’esercito russo a Bucha, Irpin e Borodyanka nel marzo 2022.  L’agenda della riunione prevede una breve sessione introduttiva e un secondo segmento incentrato sul tema dell’accertamento delle responsabilità della Federazione russa per i crimini perpetrati contro l’Ucraina, anche alla luce dell’operato della Commissione per le Compensazioni e del Tribunale Speciale per il crimine di aggressione contro l’Ucraina. La terza sessione si focalizzerà sulla situazione di terreno al termine del quarto anno di conflitto, con l’obiettivo di ottimizzare il sostegno europeo all’Ucraina sul piano militare, energetico e infrastrutturale. La questione dei veterani di guerra sarà infine l’oggetto della quarta e ultima sessione che sarà dedicata all’analisi delle principali sfide legate al reinserimento degli ex combattenti ucraini nella vita civile e sul possibile ruolo che l’Ue può giocare per favorire la coesione sociale e l’inclusione economica, soprattutto in ottica post-conflitto.  La missione rappresenterà per il ministro Tajani anche l’occasione per portare il suo sostegno ai connazionali residenti in Ucraina, attraverso una serie di incontri organizzati con il personale dell’Ambasciata a Kiev, oltre che con le comunità di funzionari presso le organizzazioni internazionali e imprenditori italiani che lavorano nel Paese. ''Siamo qui per testimoniare che l'Italia è vicina a Kiev'', ha detto Tajani in visita sul luogo del massacro. ''La nostra unità e la nostra fermezza devono avere come obiettivo quella di far sedere la Russia a un tavolo e non pretendere territori che non ha neanche conquistato''. Da parte della Russia, ha detto ancora Tajani, ''non c'è stato neanche un grande successo militare, hanno conquistato meno del 20 per cento del territorio ucraino compresa la Crimea''. Il vicepremier ha poi ricordato che ''la pace giusta è l'obiettivo al quale siamo tutti impegnati''. Per questo, ha aggiunto, occorre ''continuare a fare pressione su Putin affichè venga a più miti consigli e comprenda che un'aggressione a un paese vicino è inaccettabile''. ''E' difficile negoziare con Putin'' perché il presidente russo ''non vuole la pace, ma spera di vincere una guerra che non riesce e a vincere'', ha poi spiegato, aggiungendo: ''Speriamo che la mediazione americana possa servire per raggiungere una pace giusta''.  L'Iran ha accusato l'Ucraina di essere complice dell'aggressione militare a causa del dispiegamento di specialisti anti-drone nei paesi del Golfo. In una lettera inviata al Segretario generale Antonio Guterres e al Consiglio di sicurezza, il rappresentante di Teheran presso le Nazioni Unite afferma che le azioni dell'Ucraina equivalgono a un coinvolgimento diretto nel conflitto e sostiene che Kiev ne ha la responsabilità legale ai sensi del diritto internazionale. "Il riconoscimento da parte dell'Ucraina di aver inviato centinaia di esperti nella regione per contrastare efficacemente l'Iran costituisce una prova di sostegno materiale e operativo all'aggressione militare", ha scritto l'ambasciatore iraniano presso le Nazioni Unite, Amir Saeed Iravani, aggiungendo che "l'Ucraina ha una responsabilità internazionale derivante dall'aver aiutato o assistito un'altra parte nel commettere atti illeciti" e ha affermato che il ruolo dell'Ucraina non è stato incidentale, ma una forma di facilitazione attiva. Il Ministero degli Esteri ucraino ha respinto le accuse, definendole false e sottolineando il ruolo dell'Iran nella fornitura di droni alla Russia, utilizzati negli attacchi contro le città ucraine a partire dal 2022. Secondo quanto affermato dalle autorità ucraine, decine di migliaia di droni Shahed di fabbricazione iraniana sono stati lanciati contro l'Ucraina durante la guerra su vasta scala. "Quasi 60.000 droni condivisi tra Iran e Russia hanno colpito l'Ucraina dal 2022", ha dichiarato il portavoce del Ministero degli Esteri Heorhii Tykhyi . "Nessun drone ucraino ha mai colpito l'Iran".   Trentotto droni sarebbero intanto stati abbattuti nella regione di San Pietroburgo. Lo ha riferito sulla piattaforma Max il governatore Alexander Drozdenko, aggiungendo che il porto di Ust-Luga ha subito danni. Nel villaggio di Molodtsovo, nel distretto di Kirovsky, i detriti dei droni hanno danneggiato le finestre di tre edifici residenziali, di una scuola secondaria e del centro di assistenza sociale. Tre persone, tra cui due bambini, sono rimaste ferite.  
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