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Tram deragliato a Milano: focus su telefono autista, scatola nera e protocollo

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(Adnkronos) – È dall'eventuale traffico telefonico del tranviere, dai dati che saranno forniti dalla scatola nera e da presunti errori nel protocollo che potrebbero arrivare nuove risposte sul deragliamento del tram della linea 9 che lo scorso 27 gennaio ha causato due morti e una cinquantina di feriti a Milano. La cosiddetta 'scatola nera' registra tutto: le frenate, le modalità di guida, i guasti al mezzo, la velocità. Qualunque anomalia nel percorso o nel modo di guida del tranviere – descritto da tutti come "prudente" – verrà restituito dagli approfondimenti che la Procura di Milano potrebbe iniziare a breve.  Le testimonianze e gli accertamenti per ora hanno consegnato che "la velocità era sostenuta, nessuno alla guida di un tram avrebbe affrontato una curva in quel modo", spiega chi è addetto ai lavori. L'ipotesi del malore, sostenuta dal conducente indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose, è al vaglio degli inquirenti. Dal semaforo verde di piazza della Repubblica all'incrocio con via Lazzaretto – luogo del deragliamento – il tempo di percorrenza è di "almeno un minuto, anche due", un tempo in cui il tranviere ha 'saltato' la fermata di viale Vittorio Veneto, ma ha continuato la guida (seduta) e a impugnare la leva impedendo così al sistema di allarme, noto come 'uomo morto', di attivarsi.  Se il tranviere si fosse accasciato sulla leva questa, spinta in avanti, avrebbe fatto frenare il tram della linea 9, ma non si può escludere che il conducente dell'Atm abbia continuato a stringere la leva a forma di T e quindi impedito al sistema frenante di attivarsi e alla telecamera interna di riprendere e mostrare alla sala operativa quanto stava accadendo in cabina. ll malore che l'autista riferisce al telefono a un amico a inizio turno non viene riferito alla sala operativa – violando il protocollo – e il 60enne potrebbe non aver chiamato chi di dovere neppure dopo il deragliamento. Un comportamento da approfondire, come da approfondire c'è l'attività sul cellulare dell'autista. Durante il servizio chi guida non può indossare neppure gli auricolari, vietato qualsiasi uso del cellulare in marcia. Un dato su cui si attendono risposte.  Due dipendenti dell'Atm, l'azienda di trasporti milanesi, sono stati sentiti in Procura a Milano. Il primo, sentito come testimone dalle pm Elisa Calanducci e Corinna Carrara, è l'uomo che ha ricevuto la telefonata del conducente ora indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. A lui l'autista della linea 9 avrebbe raccontato, all'inizio del servizio, di essersi fatto male al piede sinistro nel sollevare la carrozzina di un disabile. Un malore che lo avrebbe portato a perdere conoscenza, dopo aver superato la fermata in piazza Repubblica, quindi a saltare la fermata in viale Vittorio Veneto e a non effettuare lo scambio finendo contro un palazzo all'angolo con via Lazzaretto. Malore che il 60enne tranviere non avrebbe comunicato alla sala operativa violando il protocollo. Il secondo testimone, invece, intervenuto sul luogo del deragliamento ha fornito invece informazioni tecniche sul funzionamento del nuovo Tramlink, ma anche spiegato protocollo e funzionamento della scatola nera su cui, a breve, dovranno iniziare gli approfondimenti. 
—cronacawebinfo@adnkronos.com (Web Info)

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