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Tlc: lettera sindacati a Conte su rete e Tim, ‘tavolo confronto, no spezzatino’ (2)

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(Adnkronos) – I sindacati fanno presente al premier Conte che “tra lavoratori diretti ed indiretti ruota attorno al mondo Tim un numero di circa 100 mila risorse. Capirà la nostra preoccupazione rispetto a scelte che potrebbero risultare pericolose per la tenuta del perimetro aziendale e per il suo indotto”. Da qui, la necessità di un “confronto” con loro.

Per una rete unica che venda connettività, secondo i sindacati, “occorre un soggetto forte, capace di sostenere ingenti e costanti investimenti”, e Tim può “assolvere questo compito”, ma solo con “un diverso assetto societario rispetto ad oggi, che dia vita a una nuova impresa che inglobi le reti esistenti a partire dalla convergenza di quella di Tim e Open Fiber”. Nella lettera, è precisato che “la nuova impresa della rete dovrà assieme permettere l’integrità del perimetro di Tim attraverso il possesso della maggioranza delle azioni, ma anche esser aperta da subito a tutti gli investitori interessati ai quali vanno garantiti poteri speciali tali da impedire un predominio di Tim”. Spetta ad Agcom e Agcm garantire piena parità di accesso, per le sigle.

Altre soluzioni, dicono, “non garantirebbero la costituzione di un soggetto capace di guidare i processi di digitalizzazione e di competere magari anche oltre i confini nazionali ma, soprattutto, impensieriscono molto sul piano della tenuta occupazionale”. Le scissioni che prevedono che la rete Tim confluisca nella nuova società pubblica con il resto dell’azienda a fornire servizi, non piacciono ai sindacati: “Aprirebbe la strada allo spezzatino di Tim ed al rischio consistente di migliaia di esuberi, il tutto senza creare davvero una nuova realtà che vada oltre la sola rivendita all’ingrosso di connettività”.

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