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Taekwondo: Dell’Aquila, ‘ho vinto tutto ma non sono assolutamente appagato’

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Roma, 24 gen. – (Adnkronos) – Vito Dell’Aquila è uno dei volti, dei corpi del taekwondo italiano, disciplina che conosce forse il momento più alto della sua storia. Il suo primo titolo mondiale è arrivato nel 2019. “Ho vinto tutto e sono fiero di quello che ho conquistato ma per fortuna non sono assolutamente appagato”, spiega Dell’Aquila in un’intervista al quotidiano ‘La Ragione’. “Sono ancora giovanissimo e ho fame di palestra, di allenamenti, di miglioramenti. Voglio essere più costante e alzare ancora il livello”.

Il taekwondo è una delle discipline che in Italia finiscono sotto i riflettori soprattutto alle Olimpiadi. “C’è stato un grande passo in avanti a livello mediatico, ma ancora non basta”, riflette il campione pugliese. “È importante essere presenti nelle scuole, sui media e qualche diretta tv dei tornei più importanti potrebbe senz’altro giovare”. Eppure forse mai prima d’ora l’Italia ha prodotto un livello così alto di talenti (con la storica eccezione del campano Mauro Sarmiento, argento a Pechino 2008 e bronzo a Londra 2012): oltre a Vito ci sono Simone Alessio e molti altri atleti. “La presenza di colleghi così forti è una grande motivazione. Serve per andare oltre il limite. Dopo aver vinto ai Giochi e ai Mondiali, resettare non è così facile: si deve ridefinire il target da centrare e soprattutto il modo di vedere lo sport. Ma se conservi dentro di te motivazione e passione le difficoltà pian piano svaniscono e ti focalizzi su nuovi obiettivi”, spiega il campione olimpico in carica.

Lo sguardo di Dell’Aquila è rivolto alle Olimpiadi di Parigi, dove arriverà da favorito: “Sono sempre state il mio sogno. L’ho già vissuto? Non me ne frega niente. L’esperienza olimpica è talmente bella che vorresti riviverla milioni di volte”.