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Studio Engie- Key to Energy, consumi energetici data center in Italia potrebbero diventare 2-4 volte quelli attuali entro 2030

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(Adnkronos) – L’espansione dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione stanno ridisegnando infrastrutture e scelte industriali, facendo dei data center un driver chiave nella transizione energetica.  Le prospettive di sviluppo sono particolarmente rilevanti: entro il 2030 i consumi energetici dei data center a livello globale potrebbero crescere fino al 30% annuo e al 16% in Europa. In Italia si stima un aumento che può arrivare a 2 o 4 volte i consumi attuali, superando il 10% dei consumi europei del settore. In questo contesto i player del settore energetico diventano attori cruciali garantire un fabbisogno sostenibile sia dal punto di vista economico che ambientale. E’ quanto emerge dallo studio “Bit e Watt: un’alleanza strategica per accelerare la transizione energetica e digitale”, promosso da Engie Italia in collaborazione con Key to Energy. Negli ultimi cinque anni, rileva l’analisi, la domanda energetica a livello globale è cresciuta del 23% raggiungendo 545 TWh di consumi; in Europa dell’11%, con 80TWh; in Italia del 17%, con 4,2 TWh. Il trend subirà una decisa accelerazione entro il 2030: nel mondo la domanda raggiungerà oltre 2mila TWh, in Europa 167 e in Italia 21,6 TWh con una crescita del 37%. Lo studio evidenzia come l’Italia cresca oltre la media europea (+11%) e si consolidi sempre più come hub strategico nel Mediterraneo, con il 70% degli investimenti concentrati nel Nord del Paese, in particolare nell’area milanese. Gli investimenti previsti tra il 2026 e il 2028 ammontano a circa 110 miliardi di euro in Europa e 25 miliardi in Italia. La crescita del mercato è sempre più guidata dagli hyperscaler, con il passaggio da piccoli data center a grandi campus superiori ai 30 MW, più efficienti ma anche più energivori. Accanto alle opportunità emergono però alcune criticità, legate alla disponibilità di infrastrutture energetiche. In Italia, le richieste di connessione hanno raggiunto i 79 GW, con possibili fenomeni di saturazione della rete in alcune aree, e i ritardi nel time-to-grid possono comportare perdite fino a 1,1 milioni di euro di Ebitda per ogni anno di slittamento. In questo scenario, accelerare la transizione verso un’energia stabile e competitiva diventa un fattore chiave per lo sviluppo del settore e gli operatori energetici saranno sempre più abilitatori e partner per lo sviluppo, la gestione e l’approvvigionamento energetico dei data center.   Lo studio evidenzia come uno stretto coordinamento tra lo sviluppo dei data center e la transizione energetica potrebbe generare sinergie rilevanti, massimizzando l’integrazione delle rinnovabili e minimizzando la necessità di nuovi interventi infrastrutturali. Si assiste a un progressivo cambio di paradigma perché l’aumento della dimensione dei data center amplifica l’esposizione al rischio di prezzo accentuando l’esigenza di una fornitura energetica competitiva, stabile e sostenibile nel tempo. Dal 2028 – 2030 i data center potranno diventare attori energetici sempre più attivi e fondamentale risulta il ruolo di soluzioni avanzate come i Power Purchase Agreement (Ppa) rinnovabili, anche multi-tecnologici (fotovoltaico e eolico), insieme ai sistemi di accumulo, che garantiscono flessibilità e sicurezza energetica. A queste si affiancano modelli di generazione on-site e configurazioni behind-the-meter, in grado di ridurre i costi energetici fino al 30%, e si diffonde l’utilizzo di siti brownfield, che consentono iter autorizzativi più rapidi e minori impatti sul territorio. “La crescita dei data center rende sempre più evidente che transizione digitale ed energetica sono due dimensioni strettamente connesse. Le infrastrutture digitali possono diventare un vero abilitatore della transizione energetica, se integrate fin dall’inizio con sistemi elettrici resilienti, rinnovabili e flessibili”, afferma Monica Iacono, Ceo di Engie Italia. “Accelerare lo sviluppo delle rinnovabili e favorire il ricorso a contratti di lungo termine è una condizione industriale essenziale per garantire stabilità, sicurezza e competitività alla crescita del digitale. In questo contesto, ENGIE Italia interpreta il proprio ruolo come quello di un operatore integrato, capace di mettere l’energia al servizio dell’innovazione digitale e di contribuire a governare lo sviluppo dei data center in modo coerente con gli obiettivi di decarbonizzazione e di sicurezza del sistema”. Engie è tra i principali partner energetici dei data center a livello globale: fornisce oltre 15 TWh di energia al settore e conta più di 5 GW di contratti rinnovabili (Ppa), oltre a essere pioniera nei contratti green 24/7. Presente lungo l’intera filiera e in oltre 20 Paesi, il Gruppo punta a rafforzare il proprio ruolo nella transizione energetica, accelerando l’accesso a siti già alimentati, sviluppando nuova capacità rinnovabile e garantendo forniture affidabili e competitive. “La crescita dei data center in Italia cambia il ruolo dell’energia: da costo a leva strategica di competitività e sostenibilità”, spiega Orazio Privitera, Ceo di Ket to Energy. “Governarla in modo efficace richiede modelli energetici integrati (on-site, off-site e ibridi), analisi della rete per orientare localizzazione e connessioni, simulazioni di scenario per anticipare prezzi e vincoli regolatori e un Energy Management capace di gestire dinamicamente costi, rischi e obiettivi Esg. L’integrazione tra mercato, rete e gestione operativa consente di centrare il time to market e aumentare resilienza e valore dei progetti data center”. 
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