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Senato: La Russa, ‘celebrare insieme 25 aprile, 1 maggio, 2 giugno’

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Roma, 13 ott. (Adnkronos) – “Ho voluto, non pro forma, ma come moto sincero dell’animo, omaggiare la senatrice a vita Segre anche con dei fiori, dopo essermi intrattenuto con lei in privato. La senatrice Segre ha ricordato tre date e io non voglio fuggire, perché è troppo facile scappare di fronte alle richieste di chiarezza: è stato ricordato il 25 aprile, il primo maggio, il 2 giugno, cui potrei aggiungere la data di nascita del Regno d’Italia, che prima o poi dovremo far assurgere tra quelle celebrate con festa nazionale. Queste date, tutte insieme, hanno bisogno di essere celebrate da tutti, perché solo un’Italia più coesa, pacificata e unita è certamente la migliore e la più importante precondizione per poter affrontare efficacemente ogni emergenza e ogni criticità”. Lo ha affermato il presidente del Senato, Ignazio La Russa, nel suo discorso di insediamento.

“Faccio mie, a distanza di ben venticinque anni, le parole -ha aggiunto- pronunciate da Luciano Violante nel suo discorso di insediamento da presidente della Camera dei deputati. Non ho bisogno di ripetere per intero le parole di Luciano Violante, ma solo nella parte che spero sia più condivisibile da tutti. Riferendosi alla necessità di un superamento di qualunque momento di odio, di rivalità, di contrasto storico, di antiche o nuove discussioni, con un linguaggio che mi auguro sia quello auspicato dalla presidente Segre, Violante ebbe a dire che un clima coeso ‘aiuterebbe a cogliere la complessità del nostro Paese, a costruire la liberazione come valore di tutti gli italiani, a determinare i confini di un sistema politico nel quale ci si riconosce per il semplice e fondamentale fatto di vivere in questo Paese, di battersi per il suo futuro, di amarlo, di volerlo più prospero e più sereno. Dopo, poi, all’interno di quel sistema comunemente condiviso, potranno esservi tutte le legittime distinzioni e contrapposizioni’. Grazie Violante per questo lascito ancora attualissimo, forse ancora più attuale di quanto ebbe a pronunziare quelle parole”.

“Questo impegno -ha concluso la Russa- investe direttamente quest’Aula, perché è proprio il Parlamento con la sua centralità a rappresentare e custodire la memoria collettiva del Paese. Le istituzioni si riconoscono nelle leggi dello Stato, nelle feste e nelle tappe che hanno scandito la loro storia e oggi sono, non solo ricordo del passato, ma memoria del futuro”.