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Recovery: Draghi incassa ok Ue a Pnrr, ‘è giorno orgoglio, ora sfida riforme’ (2)

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(Adnkronos) – Una Cinecittà simbolo della ripartenza, in una Roma assolata e dove i turisti ancora latitano. Il Pnrr come volano del ritorno alla crescita, che non si trasformi solo in un annuncio, sulla scia dei tanti fondi europei destinati all’Italia e mai spesi. Per evitare ogni rischio, centrali sono le riforme, i compiti a casa, appunto, che non possono essere elusi perché, in tal caso, il Next Generation Eu si trasformerebbe in un boomerang.

Il Pnrr “senza le riforme sarebbe un altro annuncio come gli altri – chiarisce Draghi rispondendo alle domande dei cronisti – Per fare le cose occorrono due ingredienti: la volontà politica di farle e la capacità amministrativa, e qui, su quest’ultimo punto, i cambiamenti apportati nell’ultimo mese e mezzo sono stati profondi. Quindi siamo fiduciosi che con i cambiamenti e con le riforme che continueremo a fare ce la faremo”.

L’Italia punta a “una ripresa significativa, duratura, ma che abbia al centro l’inclusione sociale e la sostenibilità. Spesso – riconosce il premier – le riforme creano cambiamenti e sono anche momenti di crisi. Poter avere un grande programma di investimenti insieme alle riforme è molto importante”. Il presidente del Consiglio indica i prossimi passi su questo cammino. A giorni, spiega, in Cdm arriverà la riforma delle giustizia, una delle matasse più difficili da sbrogliare, a giugno appalti e concessioni, a luglio ci sarà la legge sulla concorrenza. L’Italia ha “un responsabilità nei confronti del resto dei Paesi europei, dei cittadini di quei Paesi che hanno pagato e pagheranno le tasse per finanziare il nostro piano nazionale. Abbiamo la responsabilità di far bene non solo per noi stessi ma anche per l’Europa”. Anche perché è convinzione di Draghi che, se l’attuazione del Pnrr andrà in porto, “alcune parti dello sforzo fatto dai Paesi Ue e dalla Commissione rimarrà strutturale. Sarà strutturale se sapremo rispondere alla fiducia che ci sarà data”.

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