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Pnrr, delega fiscale ‘ostaggio’ ddl Concorrenza: estate calda per riforme

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Roma, 16 mag. (Adnkronos) – Delega fiscale ‘in ostaggio’ della legge della Concorrenza: finché non si chiude il nodo delle concessioni balneari non ci sarà nessun avanzamento sull’iter della riforma del complesso sistema tributario italiano.

Entrambi i provvedimenti andrebbero approvate entro il 30 giugno per rispettare il cronoprogramma del Piano nazionale di ripresa e resilienza, ma per il via libera definitivo della legge sulla Concorrenza già si parla di fine luglio.

Ormai in dirittura d’arrivo dopo l’intesa su catasto e Irpef, il testo della riforma va ora suggellato con un accordo di maggioranza definitivo per poi passare di nuovo in commissione Finanze alla Camera e da lì dritto in Aula. Ma nessun incontro in merito è previsto fino a quando non verrà sbloccato il nodo ‘spiagge’. “E’ necessaria una riunione di maggioranza a Palazzo Chigi per chiudere l’accordo definitivo sulla delega fiscale, ma prima bisognerà risolvere la questione dei balneari”, spiegano all’Adnkronos fonti della maggioranza, confermando comunque uno scenario che era emerso già nei giorni scorsi.

Ma gli ostacoli al via libera alla norma che prevede di effettuare entro dicembre 2023 tutte le gare per le concessioni, in linea con una sentenza del Consiglio di Stato, rischia di innescare una nuova mina nel confronto della maggioranza prefigurando scenari simili allo scontro sulla norma sulla revisione degli estimi catastali della delega fiscale.

La legge è infatti impantanata in commissione Industria al Senato per l’annoso nodo sulle concessioni balneari. Accanto compromesso ipotizzato dal governo di concedere un biennio di transizione (quindi fino al 2025) per le gare, è subentrata la proposta dei relatori a firma dei relatori Paolo Ripamonti (Lega) e Stefano Collina (Pd) che rischia di rappresentare una proroga a oltranza dello status quo perché vincola le gare alla mappatura di tutte concessioni pubbliche senza che la norma indichi un calendario per questa ricognizione monstre. Contrari all’emendamento il Movimento Cinque stelle.

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